12 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Laura Boldrini lascia LeU e entra nel Pd: «Per battere questa destra non bastano i piccoli partiti»

L'ex presidente della Camera annuncia la sua decisione in una intervista al quotidiano la Repubblica. Fassino: «Con Boldrini e Lorenzin Pd allarga suo profilo»

L'ex Presidente della Camera, Laura Boldrini
L'ex Presidente della Camera, Laura Boldrini ANSA

ROMA - Laura Boldrini lascia LeU e entra nel Pd. L'ex presidente della Camera annuncia la sua decisione in una intervista al quotidiano la Repubblica: «Vado con il Pd - spiega - perché vuole aprire un dialogo con tutti quei mondi che, ieri e oggi, non si sentono più rappresentati e recuperare la fiducia dei giovani che non vanno più a votare».

«Destra peggiore di sempre»

Inoltre, continua, «perché con la destra peggiore di sempre non è più tempo di piccoli partiti e di fare troppi distinguo. A forza di farlo rischiamo solo di estinguerci, mentre la destra va sfidata e contrastata con l'azione di un grande soggetto politico capace di incidere sulla società e che si batta contro ogni forma di disuguaglianza sociale, territoriale e di genere». Boldrini dice che «da tempo» aveva maturato questo passo, «perché già alle Europee avevo votato Pd. Poi con la crisi di governo siamo arrivati a oggi. Ho atteso che fossero scelti ministri e sottosegretari perché non volevo assolutamente che il mio passaggio potesse far pensare a qualcuno che miravo a qualche incarico».

Morassut: «Bella notizia»

«L'ingresso di Laura Boldrini nel Partito Democratico è una bella notizia, perché insieme a quello di tante altre donne e tanti altri uomini che hanno deciso e decideranno di portare la loro storia e il loro impegno nella grande comunità dei democratici, ci arricchirà e ci riavvicinerà ad altri mondi che negli ultimi anni si erano allontanati». Così in una nota il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Morassut. «L'impegno dell'ex Presidente della Camera sarà un ulteriore stimolo ad avviare quella grande costituente dei democratici per dar vita a un movimento plurale, civico, radicato nella società», ha concluso Morassut.

Fedeli: «Benvenuta nella casa dei riformismi»

«Sono molto contenta della scelta di Laura Boldrini. È la benvenuta nel Pd, che è la casa dei tanti riformismi dove stiamo costruendo la vera alternativa ad una destra pericolosa e sovranista. Con Laura proseguiremo più da vicino le tante battaglie fatte insieme soprattutto per rendere questo Paese sempre più a misura di donna». Così la senatrice del Pd Valeria Fedeli commenta la notizia dell'adesione di Laura Boldrini al Pd.

Soddisfatto anche Francesco Boccia

«L'ingresso nel Pd di Laura Boldrini è una bella notizia; con Nicola Zingaretti il Pd è la casa comune di progressisti e riformisti, un centrosinistra moderno, europeista, sempre attento al sociale, che fa di scuola, lavoro e ambiente i 3 pilastri delle nostre politiche. Benvenuta». Così su Twitter il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.

Cirinnà: «Ottima notizia»

«Sono davvero felice per l'ingresso di Laura Boldrini nel Partito democratico. È un segnale importante, che dimostra che il Pd è la casa di chi vuole una sinistra forte, larga, attenta a questione femminile e diritti. In questi anni, Laura è stata un'alleata preziosa in tante battaglie su questi temi e non solo: sono sicura che faremo grandi cose assieme, per rafforzare l'identità del Pd come forza di inclusione, libertà, eguaglianza, diritti e giustizia sociale. È davvero un bel giorno per le democratiche e i democratici». Lo dichiara Monica Cirinnà, senatrice del Partito democratico.

Fassino: «Con Boldrini e Lorenzin Pd allarga suo profilo»

«Con l'adesione di Laura Boldrini il Pd potrà beneficiare del generoso impegno profuso da Laura sui temi internazionali e sui diritti civili, nonché dell'esperienza istituzionale maturata come Presidente della Camera. Analogamente Beatrice Lorenzin apporterà al Pd il contributo della cultura cattolico-democratica e liberale e della esperienza di governo. Due importanti adesioni che arricchiscono il profilo del Pd, confermandolo come forza di centrosinistra, plurale e a vocazione maggioritaria». Lo ha dichiarato Piero Fassino, della Direzione del Pd.