24 ottobre 2019
Aggiornato 06:30

Bersani chiede più Sinistra: «Serve un patto nuovo che vada oltre il Pd»

L'ex Segretario PD, oggi presidente di Articolo 1: «Renzi guarda a un centro che non esiste, è come l'araba fenice»

L'ex Segretario del PD, Pierluigi Bersani
L'ex Segretario del PD, Pierluigi Bersani ANSA

MILANO - «Basta inseguire un centro che è l'araba fenice, serve un progetto largo per combattere la destra, che è ancora qui». Così Pier Luigi Bersani in un'intervista a Repubblica. «In Italia non esiste la paratia di una destra liberale - ha osservato l'ex segretario Pd, oggi presidente di Articolo 1 - C'è invece una destra che può trascinare il Paese in una deriva regressiva, facendolo diventare più povero e autoritario». Per costruire un'alternativa «Serve un gesto politico forte e generoso. Un passaggio creativo, senza inseguire equilibrismi centristi. Se cerchiamo di farlo con i vecchi attrezzi, le soluzioni organizzative, le porte girevoli, ci arriviamo l'anno del mai».

«Ora c'è solo il PD e qualche cespuglio intorno»

Un nuovo soggetto? «Per me sì - risponde Bersani - Ma lo decide il percorso. Che sia un'alleanza, una federazione, o qualcosa di completamente nuovo, deve venire da lì. Articolo 1 vuole essere il fermento di questo processo, come si vede in questa festa, dove abbiamo invitato Conte, Tsipras, Marco Bellocchio». Perché le scelte di Zingaretti non la convincono? «Perché fin qui il campo largo è stato interpretato come stretto, c'è solo il Pd e qualche cespuglio intorno».

«Renzi guarda a un centro che non esiste»

L'ex segretario del Pd parla anche di Italia Viva. «Renzi ha detto di essere stato vittima di fuoco amico? Se lo dice lui, che è il più grande esperto mondiale di fuoco amico...». «Renzi insegue la sua vocazione con altri mezzi - ha detto Bersani - Che avesse in testa un partito personale, orientato al centro, per tagliare ogni ponte perfino coi simboli della sinistra, lo ha dimostrato negli anni in cui è stato nel Pd. Ha aperto un varco alla destra nei ceti popolari, e quella destra ha buttato giù una a una le nostre roccaforti. È stata questa l'origine del nostro strappo, non si azzardino a paragonarlo ad altri».

Serracchiani: «Bisogna chiarire line politica»

«Il partito ha bisogno di chiarire la sua linea politica e dirla ai suoi elettori, anche se nello statuto del Pd non è previsto alcun momento congressuale tra una primaria e l'altra. Tutte le condizioni sono cambiate, occorre una grande iniziativa politica per mettere in fila le nostre priorità, dove siamo, dove andiamo e con chi». Lo ha detto oggi a Udine Debora Serracchiani, intervenendo alla direzione regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia. Partendo dai risultati ottenuti in Europa, di cui «per cinque anni dovremo rivendicare il successo», Serracchiani ha poi posto il problema dell'immigrazione «perché non basta dire 'io accolgo' e pensare di aver risolto il problema, perché non possiamo fare a pugni con la realtà», e quello del taglio delle tasse «su cui bisogna capire come, visto che i 5Stelle non la pensano come noi».