15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Sandro Gozi esalta Italia Viva: «Emmanuel Macron il nostro riferimento»

L'ex Sottosegretario e ora consigliere agli Affari Ue del primo ministro francese replica anche a Prodi: «Il nostro yogurt ha scadenza lunghissima»

Matteo Renzi, Emmanuel Macron e Sandro Gozi
Matteo Renzi, Emmanuel Macron e Sandro Gozi Ufficio Stampa

ROMA - «Lo yogurt mi piace moltissimo. Poi il nostro è 4.0, un nuovo prodotto a scadenza lunghissima». Lo afferma in una intervista a Repubblica Sandro Gozi, sottosegretario nei governi Renzi e Gentiloni e ora consigliere agli Affari Ue del primo ministro francese e tra coloro che hanno lasciato il Pd per entrare in Italia Viva. «A livello europeo Italia Viva guarda a Macron come vero leader politico del Continente per rilanciare l'Unione», sottolinea, inoltre «En Marche è il nostro alleato naturale ed è chiaro che con il partito di Macron creeremo un'alleanza politica ancora più stretta. Io sono stato eletto in Europa con En Marche e il mio gruppo a Strasburgo è già Renew Europe. Italia Viva deciderà dopo la Leopolda la sua collocazione europea».

Bonafè: «Lo yogurt mi piace ma resto nel Pd»

«Lo yogurt mi piace ma rimango nel Pd». Lo ha annunciato a Circo Massimo, su Radio Capital, l'europarlamentare e segretaria regional del Pd Simona Bonafè. «Non lo seguirò, non condivido la sua scelta ma la rispetto, e da parte mia non uscirà mai una parola contro Renzi». Secondo Bonafè «non c'è bisogno di fare un altro partito, il Pd è sempre stato contendibile. Io prima ero in maggioranza e ora sono in minoranza, ho lo spazio di fare le mie battaglie perché il Pd è un partito plurale. E il tema vero», sottolinea, «è che è stato fatto un governo, e ora c'è da lavorare. Penso che in questo momento dovremmo parlare più delle misure da mettere in campo che di Renzi».

Le alleanze si fanno sui programmi

Fra i dem si discute sull'alleanza con i 5 stelle anche alle regionali, una strada che non convince del tutto la segretaria del Pd Toscana: «Penso che non ci debbano essere automatismi a livello regionale. Le alleanze si fanno quando si trovano punti in comune sui contenuti e sui programmi. Se ci sono punti in comune si va avanti; se no, no». Se tornassero Bersani e D'Alema, Bonafè lascerebbe il Pd? «Se tornassero io continuerò a presidiare la parte moderata del Partito Democratico. Ma non mi pongo il problema: mi fido di Bersani, e Bersani dice che non entrerà nel Pd», conclude.

Librandi: «Destra parla di poltrone, noi di posti nido»

«Salvini e Meloni agitano la retorica sui posti e le poltrone, non avendo argomenti concreti contro il governo. Mentre loro parlano di poltrone, noi preferiamo occuparci degli unici posti che ci interessano davvero, il numero di posti disponibili negli asili nido, con il Family Act che la ministra Bonetti sta redigendo». Lo dichiara il deputato di Italia Viva, Gianfranco Librandi. «Un provvedimento che consentirà alla società italiana di sanare la più grande frattura degli ultimi decenni, quella tra mondo del lavoro e vita familiare: se abbiamo bassa natalità e contemporaneamente bassa occupazione femminile è perché manca in Italia un sistema di welfare attento e favorevole a chi vuole conciliare lavoro, maternità e cura dei figli. È la più grande rivoluzione necessaria per rendere l'Italia di nuovo viva», conclude Librandi.