15 settembre 2019
Aggiornato 17:30

Tra le proteste di Lega e FdI, il discorso di Conte: «Basta proclami. Nuova legge elettorale e revisione del dl Sicurezza»

Giuseppe Conte è pronto per il bis. Dopo il giuramento del suo governo nelle mani del capo dello Stato, è ora il momento della fiducia. Si parte dalla Camera

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ANSA

ROMA - Un lungo e articolato intervento è stato quello del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in aula alla Camera, sulle linee programmatiche del nuovo esecutivo. Un programma di legislatura. Interviene per un'ora e mezza esatta, in piedi tra il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese alla sua destra e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, alla sua sinistra, con i deputati di M5S, Pd e Leu che applaudono per una trentina di volte.

Elezioni, poltrone e Bibbiano

Ma diverse sono anche le contestazioni da parte dell'opposizione, soprattutto dei deputati della Lega e di Fratelli d'Italia, in modo particolare verso la fine dell'intervento, quando Conte sottolinea la «prova di coraggio» cui sono chiamate le forze politiche di maggioranza. Tutti in piedi i deputati del Carroccio e quelli rimasti in Aula (pochi) di FdI, gridano «elezioni» scandendo le sillabe con il battito delle mani sopra i banchi. Poco prima hanno gridato «Poltrone». E quando il premier sottolinea l'impegno del governo sulle misure per la famiglia, dagli scranni dell'opposizione si leva il grido «Bibbiano».

La «gestione» Fico

Attenta e rigorosa la gestione dell'Aula del presidente della Camera, Roberto Fico, che stoppa le contestazioni prima che arrivino a degenerare, invita a moderare i toni e ad intervenire durante il successivo dibattito. «Dobbiamo far concludere il presidente del Consiglio - afferma - Rispettiamo il luogo in cui siamo. E' la democrazia parlamentare».

«Toni sobri e social»

Applausi particolarmente sentiti si levano dai banchi della maggioranza quando Conte affronta il tema della riforma fiscale e della lotta all'evasione, sottolineando che «tutti devono pagare le tasse, proprio tutti». Ed anche quando, subito dopo, cita il taglio del cuneo fiscale, ossia «la riduzione delle tasse sul lavoro». Applausi dalla maggioranza anche quando Conte invita i ministri ad usare toni sobri nelle parole e nell'uso dei social. Poi prende le difese della ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova, presa di mira sui social network per il colore blu elettrico dell'abito che ha indossato il giorno del giuramento. E della collega delle Infrastrutture Paola De Micheli. La maggioranza applaude compatta, così come tutti i ministri.