20 agosto 2019
Aggiornato 03:00

Crisi di Governo, mozione di sfiducia della Lega a Conte al Senato. Non esistono più i gialloverdi

Lunedì 12 alle ore 16 è stata convocata la conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire i tempi di discussione e votazione della mozione.

Video Euronews

ROMA - Ufficializzata la crisi del governo di Giuseppe Conte, la partita si sposta adesso sui tempi. Il premier ha scelto la via della parlamentarizzazione, cosa che comporta la riconvocazione a domicilio delle Camere.

Mozione di sfiducia della Lega a Conte

La Lega, per «velocizzare» la procedura, stamani ha depositato in Senato una mozione di sfiducia contro l'esecutivo. Il voto sulle mozioni sulla Tav, ha «suggellato una situazione di forti differenze di vedute» e «le stesse divergenze» si sono registrate su «temi prioritari dell'agenda di governo», si legge nel documento, che porta la prima firma del capogruppo a Palazzo Madama Massimiliano Romeo. Il Carroccio accusa anche Conte di non essere stato presente in Aula al momento della discussione «per ribadire l'indirizzo favorevole alla realizzazione dell'opera». Salvini vuole votare il prima possibile e lo ha ribadito stamani da Termoli. «Tutti i parlamentari della Lega - ha scandito - saranno a Roma già da lunedì, non esiste che qualcuno dica che non si può far lavorare i parlamentari a ferragosto. Alzano il culo e lavorano a ferragosto», altrimenti «sarebbe una cosa incredibile».

Lunedì 16 la conferenza dei capigruppo

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha convocato per lunedì alle 16 la conferenza dei capigruppo, che dovrà trovare un accordo sulla data di convocazione della discussione. Per i leghisti si può andare in Aula già il giorno dopo, le opposizioni premono per rimandare tutto a dopo ferragosto, il 19 o il 20. Per il M5s la posizione è stata ribadita oggi da Luigi Di Maio in un post su Facebook. Per pentastellati, ha scritto, non c'è «nessun problema ad andare al voto. Anzi, dopo quel che è successo ci corriamo alle urne». Prima però «tagliamo 345 poltrone e risparmiamo mezzo miliardo di euro». Il vicepremier si rivolge direttamente all'ormai ex alleato: «Salvini, non è così difficile! Vinci la paura, supera le pressioni di Berlusconi e dei tuoi alleati. Fai un atto di coraggio, se il coraggio di cambiare ce l'hai veramente. E poi decideranno gli italiani con il loro voto».