16 settembre 2019
Aggiornato 04:00

Adozioni, scontro Salvini-Di Maio. Conte al leader della Lega: «Studia!»

Una evidente contrapposizione politica, in atto da giorni, che poi in serata ha coinvolto Palazzo Chigi e il premier Giuseppe Conte, con una nota molto dura nei confronti del ministro dell'Interno

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Una giornata di scontro, ancora una volta, quella di oggi fra Lega e Movimento 5 Stelle, con sullo sfondo il tanto contestato appuntamento mondiale di Verona sulla famiglia. Appuntamento al quale ha preso parte il leader del Carroccio Matteo Salvini mentre non si è fatto vedere il capo grillino Luigi Di Maio. Una evidente contrapposizione politica, in atto da giorni, che poi in serata ha coinvolto Palazzo Chigi e il premier Giuseppe Conte, con una nota molto dura nei confronti del ministro dell'Interno.

Conte ha preso la parola sul tema delle adozioni dopo che Salvini nel pomeriggio da Verona era intervenuto contro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora, del Movimento 5 Stelle, chiedendo che si occupasse «di rendere più veloci le adozioni. Ci sono - aveva detto - più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino». Ma Salvini non si era fermato a Spadafora, le sue contestazioni erano state indirizzate anche al premier. «Sul tema adozioni - aveva detto - mi aspetto di più dal presidente del Consiglio, che ha nominato la commissione adozioni internazionali che la sinistra aveva affossato e imbalsamato per anni, senza interpellare il ministro con delega alla famiglia».

Un attacco che il premier non ha lasciato passare. «La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri - è scritto nella nota diffusa in serata - è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega, Lorenzo Fontana». Conte, viene chiarito in termini netti, «ha solo mantenuto le funzioni di presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Spetta quindi a Fontana adoperarsi - come chiesto da Salvini - per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano». Ma la nota non finisce qui, Palazzo Chigi va giù duro contro il leghista: «Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare altrimenti si fa solo confusione».

Prima della nota di Palazzo Chigi, era intervenuto anche Luigi Di Maio per contestare le parole e le posizioni assunte dall'alleato di governo. «La delega alle adozioni - aveva detto nel corso della manifestazione «Oggi protagonisti» - non è del sottosegretario Spadafora, ma è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri o il ministro Fontana: evitiamo di dire cose scorrette, si leggano bene le deleghe». Sulla presunta gaffe di Salvini sul tema Di Maio ha poi successivamente ironizzato: «Passiamo la mano...».

A conclusione della giornata infine è emerso, ma al momento non ci sono conferme ma solo indiscrezioni, che il ministro Fontana da tempo avrebbe chiesto di rinunciare alla delega sulle adozioni.