14 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Regionali 2019

Basilicata al voto, test pre-Europee per Governo e Zingaretti

A questa consultazione debutta anche il PD guidato dal neo segretario Nicola Zingaretti, che vari istituti di sondaggi nei giorni scorsi hanno dato in sorpasso rispetto al Movimento cinque stelle

Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - Urne aperte domani in Basilicata, dalle 7 alle 23, per il rinnovo del Consiglio regionale e la scelta del governatore. Sono 573.970 gli elettori chiamati ad esprimere il proprio voto in 681 sezioni. Secondo i dati forniti dalle prefetture, il comune della provincia di Potenza dove vi sono meno elettori è San Paolo Albanese (310), mentre in provincia di Matera quello con meno elettori è Cirigliano (387).

Dopo Abruzzo e Sardegna (in entrambi i casi ha vinto il centrodestra) è il terzo test elettorale per il governo gialloverde e l'ultimo prima delle Europee del 26 maggio. Come è andata nelle due tornate precedenti - sono elezioni Regionali e i distinguo con le Politiche sono doverosi - si sa: la Lega ha «fagocitato» il Movimento Cinque stelle e si è confermata il primo partito del centrodestra, che è sempre più chiaramente a trazione salviniana.

A questa consultazione debutta anche il Pd guidato dal neo segretario Nicola Zingaretti, che vari istituti di sondaggi nei giorni scorsi hanno dato in sorpasso rispetto al Movimento cinque stelle.

Ventiquattro le liste e quattro i candidati alla Presidenza della Regione: il farmacista Carlo Trerotola, sostenuto da una coalizione di centrosinistra composta da 7 liste; l'ex generale della Guardia di Finanza Vito Bardi, per il centrodestra, con 5 liste; l'imprenditore potentino Antonio Mattia per il Movimento Cinque stelle (una sola lista a sostegno); il professore dell'Università della Basilicata, Valerio Tramutoli (La Basilicata possibile) con un'unica lista.

In Basilicata si voterà con un nuovo sistema di voto - sostanzialmente proporzionale - dopo che la legge elettorale è stata riformata lo scorso agosto.

Ci sono alcune novità importanti, dai meccanismi di parità di genere (nessun sesso può superare in una lista la soglia del 60%), alla doppia preferenza, all'abolizione del listino e del voto disgiunto. L'abolizione del listino ha una chiara conseguenza: saranno i cittadini a scegliere tutti e venti gli esponenti del Consiglio regionale.

Sparisce anche il voto disgiunto: stavolta votando un consigliere la preferenza andrà direttamente anche al candidato governatore collegato. E' previsto un premio di maggioranza progressivo, a cominciare da 11 consiglieri con il 30% dei consensi fino a un massimo di 14. Non è previsto alcun ballottaggio e quindi il candidato che prenderà più voti verrà nominato governatore. Diverse le soglie di sbarramento a seconda che una lista si presenti da sola o in coalizione: se è da sola la soglia è del 3%, per le liste coalizzate si applica alla coalizione lo sbarramento dell'8%.

Su tutti i candidati alle elezioni regionali in Basilicata peserà l'incognita dell'astensionismo: alle ultime elezioni regionali in Basilicata ha votato appena il 47,6% degli aventi aventi diritto contro il 63% del 2010. Per esprimere il proprio voto, l'elettore dovrà presentarsi al seggio con il documento e la tessera elettorale.

Sul proprio canale YouTube la Regione Basilicata ha pubblicato un video per spiegare come si vota. L'elettore può esprimere il suo voto facendo un segno sul nome di un candidato presidente: in questo caso il voto non si trasmette a nessuna lista; facendo un segno sul nome di una delle liste: in questo caso, il voto viene trasferito al candidato presidente che quella lista sostiene. È vietato, appunto, il voto disgiunto: non si può quindi votare un candidato presidente e una lista che sostiene un candidato diverso.

L'elettore può indicare fino a due preferenze negli spazi previsti accanto alla lista scelta, indicando il cognome del candidato consigliere della lista scelta a cui si vuole dare la propria preferenza. In caso di doppia preferenza, devono essere relative a due candidati consigliere di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda preferenza.