21 marzo 2019
Aggiornato 14:30
Governo Lega-M5s

Tav, il «trucco» di Conte che (per il momento) mette d'accordo Salvini e Di Maio

Il premier: «Ridiscuteremo l'opera con Francia e Ue ma nel frattempo non vogliamo perdere i finanziamenti europei già stanziati». I 5 Stelle esultano. Salvini: «Nessuna crisi»

Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sblocca lo stallo tra M5s e Lega sulla Tav e allontana la decisione definitiva sull'opera che, spiega il premier, «il mio governo si riserva di assumere nel prossimo futuro». L'atout del capo dell'esecutivo è nella lettera inviata l'8 marzo alla Telt in cui si invita la società italo francese ad «astenersi da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara» per tre lotti da 2,3 miliardi. Palazzo Chigi, dopo aver fatto filtrare in mattinata che si andava verso un rinvio dei bandi, diffonde il testo della missiva nel pomeriggio pubblicandola sul profilo facebook del premier insieme alla risposta di Telt.

I 5 Stelle esultano

Conte, da buon avvocato, spiega nel post che «i capitolati di gara non partiranno senza l'avallo del mio governo e del governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato». I 5 stelle esultano. «Ha prevalso il buonsenso», affermano in dichiarazioni, tweet e post su facebook fotocopia i sottosegretari pentastellati. Poi è la volta del vicepremier Luigi Di Maio: «Il governo va avanti. Oggi - dice in diretta facebook - abbiamo ottenuto un grande successo, che è il rispetto del contratto di governo che non è un successo per una delle parti politiche».

Salvini: Nessuno vince, nessuno perde

Alla grancassa delle dichiarazioni esultanti dei 5 stelle, non corrisponde alcun fiato leghista. Dichiara solo il leader Matteo Salvini, che qualche ora prima ai microfoni di Skytg24 aveva escluso la crisi di governo: «Non c'è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perché vincano gli italiani». La lettura che filtra dal quartier generale del Carroccio è che in verità non c'è alcuno stop alla Tav. Di sicuro c'è un cambio lessicale: non si parla più di «bandi» ma di «avis de marchés», cioè di inviti alle imprese a presentare le candidature in cui si fa «esplicito riferimento alla facoltà per la stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che ciò generi oneri per la stazione appaltante stessa, né per gli Stati».

Nella sostanza però non cambia nulla

Anche prima della missiva del premier, infatti, era previsto che dopo l'avvio della prima fase di candidatura, Telt avrebbe sottoposto la successiva fase di trasmissione dei capitolati per la presentazione delle offerte al preventivo avallo dei due governi. Questo era stato chiarito da Telt anche in un carteggio con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5s) di cui oggi hanno parlato diversi organi di stampa. Insomma, come osserva Telt nella missiva in cui conferma l'intenzione lunedì di pubblicare gli 'avvisi' non ci sono «atti giuridicamente rilevanti che comportino istruzioni di segno contrario». Ovvero non c'è alcun atto del premier, del consiglio dei ministri né tantomeno del Parlamento che blocchi l'opera o la ridiscuta integralmente come vorrebbe il contratto del governo.

Cauti i 5 stelle piemontesi

Difatti i 5 stelle piemontesi più ortodossi e più vicini al movimento no tav sono cauti: «Avremmo preferito che le manifestazioni d'interesse non fossero pubblicate, ma speriamo che l'analisi giuridica su cui si è impegnato il premier sia corretta e che questo non abbia conseguenze», dice Valentina Sganga, capogruppo M5S Torino, chiedendo che «un ulteriore chiaro segnale: la rimozione dal cda di Telt di Mario Virano e degli attuali rappresentati italiani nella società».