24 maggio 2019
Aggiornato 01:00
Governo Lega-M5s

Tav, corda sempre più tesa nel Governo fra Cinque Stelle e Lega

Il leader Lega Matteo Salvini lascia Roma: «Non torno fino a mercoledì». Buffagni: «Crisi già aperta». Il Premier Conte prova ancora a mediare

Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte
Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte ( ANSA )

ROMA - Corda sempre più tesa e sul punto di spezzarsi nel Governo fra Cinque Stelle e Lega sulla Tav Torino-Lione, di cui lunedì in assenza di intervento del Consiglio si rinnovano i bandi. Il premier Giuseppe Conte, rientrato nella notte da Genova, è blindato con i suoi collaboratori alla ricerca di una finora mancata mediazione che in extremis in questo fine settimana faccia siglare la pace a Matteo Salvini e Luigi Di Maio che, a beneficio del rispettivo elettorato, incrociano le armi sempre più platealmente e pubblicamente.

Conte prova la mediazione

«Crisi...? Prego...? Come...? Crisi...? - ha esorcizzato Conte a Genova nella tarda serata, prima di ritornare a palazzo Chigi - io penso solo a lavorare e continuerò a lavorare sempre». A metà giornata, però, era stato il suo stesso Sottosegretario alla Presidenza M5s Stefano Buffagni a rompere il tabù e parlare coram populo di «crisi già aperta», fra il plauso del popolo del no Tav. «Non credo - ha detto senza mezzi termini l'esponente pentastellato del Governo - ci sia da aprire una crisi perchè credo sia già aperta. Ci sono delle differenze e noi, a differenza del passato, lo riconosciamo apertamente».

Salvini: Torno a Roma mercoledì

Una dichiarazione che infiamma maggioranza e mercati sulla quale è il Vicepremier leghista in persona Matteo Salvini a rovesciare una secchiata di acqua gelata, annunciando la sua partenza da Roma con ritorno solo a metà della prossima settimana. «Non c'è nessuna crisi di governo e nessuna nostalgia del passato. Con il buon senso - sottolinea il numero uno del Carroccio - si risolve tutto. Noi lavoriamo per unire e per dare lavoro., sviluppo e futuro all'Italia. Di Tav se ne riparla la prossima lunedì. Questo fine settimana mi dedicherò finalmente un pò solo ai miei due tesori». E alla dichiarazione il suo staff fa seguire il programma del Capitano che esclude la possibilità di Consiglio dei ministri prima che ripartano i bandi in scadenza della Torino-Lione. Oggi giornata senza politica dedicato alla famiglia, per festeggiare il suo quaranteseiesmo compleanno con i due figli, domenica intervento alla scuola politica di formazione della Lega a Milano, lunedì riunione del comitato ordine e sicurezza a Bergamo, martedì tour elettorale in Basilicata per le regionali di fine mese.

No crisi - No Tav

Seguendo il copione ormai collaudato di questi giorni di pre-crisi, alla presa di posizione «si Tav-no crisi» di Salvini, segue a ruota quella, «no crisi-no Tav», del numero uno M5s Luigi Di Maio «Non mi si può dire - contrattacca il Vicepremier pentastallato - che ci si rivede lunedì. Il governo e la sua tenuta sono una cosa seria, stiamo parlando del Paese. Io voglio solo che si rispetti contratto e non si faccia cadere il governo. Questo è buon senso, pensare che che c'è ancora molto da fare». E chiama a raccolta i Cinque Stelle che da oggi e per 48 ore sono chiamati a consulto da Davide Casalaggio su presente e futuro della piattaforma Rousseau, nella stessa Milano dove domani tornerà a parlare Salvini.

Lega: i bandi devono ripartire

Lo stato maggiore leghista fa quadrato intorno a Salvini. «I bandi - taglia corto la ministra Giulia Bongiorno - devono ripartire sicuramente, non sono in discussione». «E' impensabile - fa eco il capogruppo Molinari - che siano fermati». Il lavoro di Conte punta alla loro riscrittura. E a convincere le due forze politiche della sua maggioranza che può essere interesse comune prendere ancora tempo e accordarsi sulla possibilità di non escludere il ricorso all'utilizzo delle clausole di dissolvenza che danno comunque la possibilità di recesso dalle opere anche dopo il rinnovo dei bandi di gara.

Le opposizioni avvertono il Governo

Le opposizioni, per parte loro, avvertono però premier e Governo che i loro riflettori sono e restano accesi. «Forza Italia - ammonisce il numero due Antonio Tajani, presidente Ppe dell'Europarlamento - raccoglierà le firme per fare un referendum che consenta la Tav». «Siamo ormai entrati da tempo - si associa il neo segretario Pd Nicola Zingaretti - nella dimensione del surreale. Ogni quarto d'ora emerge un nuovo tema per nascondere la realtà di un Governo che tiene ostaggio e danneggia l'Italia».