22 ottobre 2019
Aggiornato 11:00

Salvini: «La Tav va fatta, rinviare a dopo le europee non cambia»

Il vicepremier e Ministro dell'Interno: «La Lega non voterà mai nessun provvedimento per bloccare un'opera pubblica importante. Reddito utile ma priorità è abbassare tasse alle imprese»

Matteo Salvini, leader della Lega
Matteo Salvini, leader della Lega ANSA

ROMA - La costruzione della Tav «non va fermata», quella nel governo «è una discussione e ci sta», ma «bisogna scegliere: non si può sempre rimandare» e «rinviare a dopo le elezioni europee non cambia molto. Se qualcuno vuole dire 'non si fa' ce lo dica, io non sono daccordo, la Lega è uno dei componenti del governo. Bisogna sbloccare e non bloccare, aprire, lavorare, crescere e non fermarsi». Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini a Rtl 102.5.

Prevalga il buonsenso

«Tante cose rimangono da fare» nel governo, ha proseguito, «ma la Lega non voterà mai nessun provvedimento per bloccare un'opera pubblica importante. Nel contratto di governo c'è la revisione dell'opera, che ci sta ed è giusto: si possono tagliare spese e strutture che non servono più. È giusto chiedere all'Europa e alla Francia più contributi. Rivedere un'opera è importante e intelligente: tutto è migliorabile. Ma fermarla no: conto che il buonsenso prevalga», ha concluso il ministro.

Giusto discutere, ma poi dobbiamo fare

Per Salvini «un governo deve parlare, è giusto discutere, ma poi dobbiamo fare: il treno è più veloce? Più sicuro? Inquina di meno? L'Alta velocità la vogliono la maggiorparte degli italiani, dobbiamo essere collegati con la Francia e con il resto dell'Europa. Abbiamo speso dei soldi degli italiani per scavare un pezzo di tunnel e rimarrò convinto finchè campo che i soldi che ci rimangono è meglio usarli per finire il tunnel piuttosto che spenderli per riempire il buco che è stato fatto», ha concluso.

Reddito utile ma priorità è abbassare tasse alle imprese

«La priorità della Lega è abbassare le tasse per chi crea lavoro, produce e crea ricchezza, le imprese e i privati": il reddito di cittadinanza «è un provvedimento utile, non sufficiente. Se non si taglia la burocrazia e non si abbassano le tasse alle imprese, a chi crea lavoro e ricchezza non ci sarà la ripartenza che l'Italia aspetta».

Giustizia sociale

«Con 5 milioni di poveri è assolutamente utile, saggio e doveroso dare una mano a chi da lungo tempo è disoccupato, a chi è invalido, a chi ha una famiglia numerosa, a chi non ce la fa: mi sembra un intervento di giustizia sociale. Stiamo mettendo tutti i paletti possibili contro i furbetti: purtroppo i falsi invalidi insegnano che c'è sempre chi prova a approfittarsene», ha concluso.