21 luglio 2019
Aggiornato 10:00

Legittima difesa, Bongiorno: «Chi si introduce in casa d'altri per rubare, violentare o uccidere, ne deve accettare le conseguenze»

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione: «Finalmente avremo una legge che si schiera decisamente a favore di chi è aggredito. La considero di importanza strategica: è un elemento di certezza del diritto»

Giulia Bongiorno con Matteo Salvini
Giulia Bongiorno con Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Sono estremamente soddisfatta». Con la legittima difesa «finalmente avremo una legge che si schiera decisamente a favore di chi è aggredito. La considero di importanza strategica: è un elemento di certezza del diritto e in Italia abbiamo estremo bisogno di certezza del diritto, anche per l'economia. Numerosissimi imprenditori stranieri rinunciano ad investire da noi perché è troppo incerta l'interpretazione di molte norme». Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, in un'intervista a «La Stampa».

Critiche politiche, non giuridiche

«Ho visto moltissime critiche a questa legge. Spesso critiche politiche, non giuridiche. Tanto per cominciare, la norma dice che si tutela chi 'respinge' un aggressore in casa propria. Non è affatto una licenza ad uccidere. È abbastanza chiara la differenza tra i verbi 'respingere' e 'aggredire'? Perciò dissento radicalmente dal dottor Davigo: in questa legge - puntualizza - a volerla leggere, non c'è affatto la legittimazione a sparare alle spalle a un ladro che fugge».

Ci allineiamo a quanto previsto da molti Paesi europei

«Ripeto, anche a beneficio di chi sostiene l'incostuzionalità della norma, come gli esponenti di Magistratura democratica, che la condotta di reagire e respingere chi entra con violenza o minaccia in casa è assolutamente proporzionata alla situazione di pericolo che si crea. Peraltro - prosegue la Bongiorno - valorizzando lo stato d'animo dell'aggredito, di turbamento o di paura, allineiamo la nostra legislazione a quanto prevedono già molti altri Paesi europei».

Legge in favore delle vittime

«Rispettiamo le sentenze, ma ritengo la presenza di Matteo Salvini accanto a una persona che è due volte vittima, prima di un'aggressione e poi di un sistema paradossale che offre sconti anche non sempre giustificati, sia perfettamente coerente con una nostra battaglia. Lo avevamo detto in campagna elettorale che avremmo spinto per leggi in favore delle vittime, e ora - rivendica - in coerenza, stiamo cambiando la legge della legittima difesa».

Norma equilibrata

«Che l'aggressione avvenga nel domicilio o in una privata abitazione, il concetto non cambia. Io penso che chi si introduce in casa d'altri per rubare, violentare o uccidere, ne deve accettare le conseguenze. Ma questo è il mio pensiero personale. La norma è assolutamente equilibrata - conclude il ministro per la Pa -. Si prevede un bilanciamento tra diversi beni, compresa la tutela dell'incolumità dell'aggressore».