21 luglio 2019
Aggiornato 04:00

Padoan replica a Borghi: «Con vendita lingotti sembreremmo l'Argentina»

L'ex ministro dell'economia Pier Carlo Padoan giudica così, in un'intervista a La Stampa, la proposta di dismettere le riserve auree della Banca d'Italia: «Sarebbe un messaggio devastante»

Pier Carlo Padoan
Pier Carlo Padoan ANSA

ROMA - «Sarebbe un modo per avere la fama dell'Argentina prima del default». L'ex ministro dell'economia Pier Carlo Padoan giudica così in un'intervista a La Stampa la proposta di dismettere le riserve auree della Banca d'Italia. «Quello è un patrimonio che dovrebbe essere intoccabile - dice - E poco importa se quella custodita da Palazzo Koch è la quarta riserva al mondo: siamo anche il terzo debito pubblico del globo. Se passasse l'idea che i problemi di finanza pubblica si risolvono svuotando le casseforti il messaggio ai mercati sarebbe devastante».

Messaggio devastante

«La vendita delle riserve auree è assimilabile al finanziamento monetario del debito - sottolinea Padoan - Che immagine offre un Paese se per sostenere la spesa corrente fa un'operazione del genere? Sarebbe un modo per avere la fama dell'Argentina prima del default».

Bernini: Basta polemiche sull'oro di Bankitalia

«La polemica in corso sulle riserve auree di Bankitalia, rilanciata stamani da un autorevole esponente della Lega come Borghi, è semplicemente assurda. Dire che 'l'oro degli italiani è degli italiani', infatti, non significa che un governo possa disporne a suo piacimento. Al contrario, quelle riserve sono e devono restare una garanzia sulla solidità monetaria del Paese». Lo afferma Anna Maria Bernini, presidente dei Senatori di Forza Italia.

Ostacolo dei Trattati europei

«C'è inoltre un ostacolo insormontabile previsto dai trattati europei, che considerano intoccabile l'autonomia patrimoniale delle Banche centrali. Dunque - aggiunge Bernini - la querelle sull'oro di Bankitalia alla patria rischia di essere vista come un modo surrettizio per rimettere in discussione la nostra appartenenza all'Ue, cosa che ha già provocato fibrillazioni sui mercati e danni ai risparmiatori».