19 luglio 2019
Aggiornato 04:00

Martina: «I miei avversari non sono Zingaretti e Giachetti ma Salvini e di Maio»

Il candidato alla Segreteria del Partito Democratico: «Serve un riformismo radicale per cambiare il paese. Un Pd largo e grande perno di una coalizione»

Maurizio Martina, candidato alla Segreteria del Partito Democratico
Maurizio Martina, candidato alla Segreteria del Partito Democratico ANSA

ROMA - «I miei avversari non sono Zingaretti e Giachetti ma Salvini e di Maio. Rilancio la sfida riformista del Pd, non servono rancori e nostalgie ma l'unità e l'apertura. Serve un riformismo radicale per cambiare il paese. Un Pd largo e grande perno di una coalizione». Lo dichiara il candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico, Maurizio Martina, ospite a Zapping su Rai Radio1.

Servono diversi incontri pubblici

Interpellato ad una iniziativa a Piacenza, ha poi detto che «sarebbe utile programmare diversi incontri pubblici di confronto tra i candidati alla segreteria PD. Per poter presentare al meglio i nostri programmi e le nostre idee e favorire la massima attenzione dei nostri elettori che devono partecipare in tanti alle primarie del 3 marzo».

Parrini: Un bene che il PD firmi manifesto Calenda

«Bene che il Pd firmi il Manifesto di Calenda. Al di là delle questioni tattiche, che vengono dopo, mi conforta sapere che sul piano programmatico tutti i candidati alla segreteria condividono un impianto riformista, lontano da cedimenti massimalisti e paragrillini. Non è poco». Lo scrive su Twitter il Senatore dem Dario Parrini.

Miceli: Su partito in Sicilia preoccupanti parole Zingaretti

«Le dichiarazioni di Nicola Zingaretti sul Pd siciliano sono preoccupanti. È singolare che un candidato alla segreteria nazionale possa avallare l'idea secondo cui chi decide di ritirarsi da una competizione possa anche arrogarsi il diritto di dire che chi resta non rispetta i percorsi democratici». Lo dichiara il deputato del Partito democratico e segretario provinciale del Pd di Palermo, Carmelo Miceli, dopo che Zigaretti ha parlato di «vulnus che divide» la nomina di Davide Faraone a segretario del Pd in Sicilia. «Il partito non ha certamente bisogno - prosegue Miceli - di altre divisioni, chi rimane in gara e rispetta le regole merita rispetto. E se manca il rispetto dentro il PD, il partito non ha più motivo di esistere».