22 maggio 2019
Aggiornato 23:30
Politica & Giustizia

Caso Diciotti, l'accusa dei Magistrati: «Quello del Ministro Salvini non è un atto politico»

E' quanto si legge nella domanda di autorizzazione a procedere: «L'atto del Ministro ha determinato plurime violazioni di norme internazionali e nazionali, che hanno comportato l'intrinseca illegittimità dell'atto amministrativo censurata da questo tribunale»

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ( ANSA )

ROMA - «L'atto del ministro Salvini costituisce un atto amministrativo che, perseguendo finalità politiche ultronee rispetto a quelle prescritte dalla normativa di riferimento, ha determinato plurime violazioni di norme internazionali e nazionali, che hanno comportato l'intrinseca illegittimità dell'atto amministrativo censurata da questo tribunale». E' quanto si legge nella domanda di autorizzazione a procedere contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini da parte del tribunale dei Ministri di Catania per la vicenda dei migranti a bordo della nave militare Diciotti.

Non è un «atto politico»

La «conferma del fatto che non ci si trovi dinanzi ad un 'atto politico' discende dalla circostanza che la decisione del ministro dell'Interno ha avuto immediata refluenza sulla sfera giuridica soggettiva ed individuale dei migranti, lesi nel diritto inviolabile della libertà personale, dovendosi altrimenti ritenere che non possa esservi tutela giurisdizionale a fronte della lesione di un diritto qualificato come inviolabile dalla Carte Costituzionale italiana, nonchè dalla Convenzione Europea sui diritti dell'uomo», si legge negli atti visibili sul sito del Senato, che dovrà decidere in merito alla possibilità di procedere nei confronti di Salvini.

Strumentale ed illegittimo utilizzo di una potestà amministrativa

«Va dunque sgomberato il campo da un possibile equivoco e ribadito come questo tribunale intenda censurare non già un 'atto politico' dell'Esecutivo, bensì lo strumentale ed illegittimo utilizzo di una potestà amministrativa di cui era titolare il dipartimento delle libertà civili e per l'immigrazione, che costituisce articolazione del ministero dell'Interno presieduto dal senatore Salvini, essendo stata l'intera vicenda caratterizzata da un'evidente presa di posizione di quest'ultimo, che ha bloccato ed influenzato l'iter della procedura amministrativa».

Il caso Diciotti

La nave militare Diciotti della Guardia Costiera, soccorse nel mar Mediterraneo 190 migranti naufraghi partiti dalla Libia e diretti in Italia lo scorso 15 agosto. Per cinque giorni la nave era rimasta in mare senza ricevere l'autorizzazione per l'attracco in Italia. Il 20 agosto erano stati fatti scendere a Lampedusa 13 migranti con problemi di salute. La Diciotti aveva poi fatto rotta sul porto di Catania, dove era rimasta cinque giorni senza che il governo autorizzasse lo sbarco degli altri migranti a bordo.

Sequestro di persona aggravato

Il tribunale dei ministri chiede di procedere per il reato di sequestro di persona aggravato nei confronti di Salvini «per avere, nella sua qualità di ministro dell'Interno, abusando dei suoi poteri, privato della libertà personale 177 migranti di varie nazionalità giunti al porto di Catania a bordo dell'unità navale di soccorso 'U. Diciotti' della Guardia costiera italiana alle ore 23.49 del 20 agosto 2018. In particolare, il sen. Matteo Salvini, nella sua qualità di ministro, violando le convenzioni internazionali (cpmvemzopme Sar, risoluzione Msc 167-78, direttiva Sop 008/15), non consentendo senza giustificato motivo al competente Dipartimento per le libertà civili e per l'immigrazione - costituente articolazione del ministero dell'Interno - di esitare tempestivamente la richiesta di Pos (place of safety) presentata formalmente da Imrcc (Italian Maritime Rescue Coordination Center) alle ore 22.30 del 17 agosto 2018, bloccava la procedura di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l'illegittima privazione della libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psico-fisiche critiche a bordo della nava 'U.Diciotti' ormeggiata nel porto di Catania dalle ore 23.49 del 20 agosto e fino alla tarda serata del 25 agosto, momento in cui veniva autorizzato lo sbarco. Fatto aggravato dall'essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso di poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori di età. Fatto commesso in Catania, dal 20 al 25 agosto 2018».