20 gennaio 2019
Aggiornato 03:00
Decreto sicurezza

Pd pronto a referendum per abrogare il decreto Salvini. Martina: «è una vergogna»

Il candidato alla segretaria del Partito Democratico si dice pronto a una battaglia politico-culturale per sconfiggere chi organizza la politica della paura

Il candidato alla segretaria Pd Maurizio Martina
Il candidato alla segretaria Pd Maurizio Martina ANSA

ROMA - Il Pd è pronto per un referendum per abrogare il decreto Salvini. «Una vergogna. Questo governo è attraversato da divisioni profonde» chiosa il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, intervistato dal Corriere della Sera, attacca duramente il governo dopo la vicenda della nave Sea Watch, per cui ancora non è stata trovata alcuna soluzione. «Se metto in fila - prosegue Martina - le prime prese di posizione del 2019 dei vari ministri vedo Costa contro Di Maio sulle trivelle, Salvini contro Fraccaro sul referendum, Di Maio contro Salvini sulla delicatissima emergenza migranti. Anche su una emergenza come Sea Watch c'è una guerra di posizionamento vergognosa tra di loro, con prese di posizione di ministri che sono più pensate per la tattica che non per salvare quelle vite. Vergognoso, perché hanno anche allontanato una soluzione umanitaria».

«Battaglia politico-culturale per sconfiggere chi organizza la politica della paura»

Martina osserva quelli che secondo lui sarebbero «profili di incostituzionalità» del dl sicurezza «evidenti». «Tutti - ha detto - aspettiamo il pronunciamento della Corte se ci sarà». In ogni caso l'obiettivo per i dem è superare il decreto Salvini. «Lavorerò perché il Pd faccia fino in fondo la propria parte, anche con una battaglia politico-culturale per sconfiggere chi organizza la politica della paura».

«Smantella scientificamente accoglienza diffusa dello Sprar»

Il decreto secondo Martina smantella «scientificamente» l'accoglienza diffusa dello Sprar, strumento di «vera» integrazione nei diritti e nei doveri, per questo si dice pronto a raccogliere le firme per un referendum abrogativo, «se servisse». «Bisogna organizzare nuova consapevolezza», osserva. E si rivolge «a tutte le forze sociali, politiche, culturali e progressiste che, come noi, vogliono reagire a quest'onda di politiche che alimentano paura, divisione, rancore». Il decreto Salvini genererà più insicurezza e irregolarità a detta dei dem.

«Chiedo a Conte di incontrare i sindaci»

«Noi tutti stiamo dalla parte dei sindaci, che con serietà e per tempo hanno chiesto al governo di affrontare i problemi che genera questo decreto». Le parole di sindaci come Orlando, Nardella, Sala e tanti altri «dicono tutta la preoccupazione di chi deve governare i problemi reali creati dalle nuove norme». Ed è «vergognoso» che un ministro dell'Interno, di fronte ai rilievi dei sindaci, risponda con minacce o provocazioni. «Io chiedo al premier Conte di incontrare i sindaci e definire con loro le soluzioni ai problemi che genererà quel decreto, perché Salvini a parte battute e provocazioni sui social non ha fornito alcuna risposta seria».