13 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Salvini: «Scommettiamo che sindaci in cerca d'autore si candideranno alle Europee?»

Il Ministro dell'Interno appena giunto a Chieti: «Molti sindaci che contestano il decreto sicurezza non lo hanno letto»

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini al suo arrivo a Chieti
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini al suo arrivo a Chieti ANSA

CHIETI - Si allarga la fronda anti-Salvini, ma si fa sentire anche la voce di quei sindaci che considerano il nuovo approccio all'immigrazione l'unica strada possibile. «Sono una decina i sindaci che contestano il decreto sicurezza. Ascoltiamo gli altri 7990» commenta lo stesso Salvini appena giunto a Chieti, accolto da una piazza gremita che gli chiede foto e gli stringe la mano. «Il decreto - ha detto - è una legge dello Stato, ma c'è qualche sindaco incapace che non sa gestire la sua città e si inventa polemiche inutili. Con questo decreto gli immigrati seri e onesti avranno più tutele, spacciatori e stupratori fuori. Io vado avanti convinto di fare il bene degli italiani e dei profughi veri che sono pochi». E ancora: «Molti sindaci che contestano il decreto sicurezza non lo hanno letto: vengono garantiti diritti ma non se ne regalano altri ai furbetti».

«Fanno campagna elettorale»

Poco prima, ai microfoni di Zapping su Rai Radio1, aveva detto: «Per mestiere ascolto e incontro tutti quelli che sono in buonafede» ma «scommettiamo che qualcuno di questi sindaci in cerca d'autore fa campagna elettorale inventando cose che non esistono e si candiderà alle prossime Europee a maggio?». Ai sindaci che non vogliono applicarlo dice che «non è un dispetto a Salvini ma una legge dello Stato. Non ho ancora capito cosa contestano. Contestano senza aver letto o aver capito quello che hanno letto. Cercano solo pubblicità a sinistra con il Pd allo sbando, sono in cerca di notorietà a basso costo». Una risposta particolare la vuole dare al sindaco di Milano Giuseppe Sala, anche lui critico sul provvedimento: «Si occupi della Bovisa, di Quarto Oggiaro e dello spaccio a Rogoredo. Sono orgoglioso di quello che ho fatto in questi sei mesi e andrò avanti nonostante questi personaggi».

«La priorità del Pd? Un referendum per abolirlo»

Salvini spiega ancora, su Facebook, che con il suo decreto «gli immigrati regolari, i profughi veri, le persone perbene avranno più tutele. I furbetti, i finti profughi, gli spacciatori, gli stupratori tornano a casa loro». Infine, sull'ipotesi che il Partito democratico lanci un referendum proprio sul dl sicurezza, replica secco: «La priorità del Pd? Un referendum per abolire il decreto sicurezza. Ma su quale pianeta vivono questi qui???».