18 giugno 2021
Aggiornato 20:00
L'intervista

Abate: «Draghi è l'antitesi del M5s, non può attuare i nostri princìpi»

La senatrice Rosa Silvana Abate, ex Movimento 5 stelle espulsa per aver votato contro la fiducia al governo, commenta al DiariodelWeb.it i primi giorni di Draghi

Mario Draghi tra Giancarlo Giorgetti e Luigi Di Maio
Mario Draghi tra Giancarlo Giorgetti e Luigi Di Maio ANSA

Chi si aspettava una svolta nella gestione sanitaria ed economica della pandemia, con l'entrata in azione del governo Draghi, è rimasto deluso. Il cambiamento tanto auspicato, e chiesto a gran voce dai partiti del centrodestra che dall'opposizione sono passati in maggioranza, in questi primi giorni di attività non si è visto, anzi. Lo conferma al DiariodelWeb.it la senatrice Rosa Silvana Abate, una delle parlamentari del Movimento 5 stelle espulsa per aver votato contro la fiducia al nuovo esecutivo.

Senatrice Rosa Silvana Abate, questi primi giorni di attività del governo Draghi le hanno fatto cambiare idea, o conferma il suo scetticismo?
Lo riconfermo. In particolare analizzando l'ultimo Dpcm, che è stato illustrato non da Draghi bensì dalla ministra Gelmini. Lei ha parlato di «cambio di passo», invece si è trattato solo di una semplice deroga temporale. Ma tutte le misure che erano state intraprese dal nostro premier Conte vengono riconfermate, aggravate dalla variante inglese. Questo conferma che si trattava di decisioni validissime, dalle quali è difficile discostarsi. Nessun cambio di passo, dunque, ma solo un cambio di persone, che mi rende ancor più convinta del mio «no» a questa compagine di governo.

Quindi il suo giudizio negativo è più orientato ai ministri e ai sottosegretari che direttamente al presidente del Consiglio?
No, assolutamente. Il mio «no» è rivolto a tutto il governo. Draghi non rappresenta una figura in grado di attuare quelli che erano e restano i princìpi del Movimento 5 stelle. Quel progetto non è fallito, semmai sono fallite determinate scelte e posizioni assunte.

Forse hanno fallito anche i vertici che hanno preso il controllo del Movimento 5 stelle in questi anni?
Sicuramente sì. Le posso assicurare che la mia sfiducia a Draghi è convinta, perché lui rappresenta l'antitesi dell'essenza del Movimento. Draghi non è solo un nome: è un profilo sicuramente altissimo, ma è anche l'autore di politiche molto diverse dalle nostre, che ha portato avanti in questi anni nei vari ruoli che ha ricoperto.

A proposito di fallimento dei vertici: ora nel M5s si parla di azzeramento, con l'arrivo di Conte. E anche con l'amnistia alle espulsioni ventilata da Grillo. Se si verificasse, lei sarebbe disposta a ricucire?
Questo è da vedere. Per il momento ho presentato ricorso: voglio capire se ci sono o meno gli estremi di legittimità a fondamento di questo provvedimento preso nei nostri confronti. Il Movimento, o quello che ne resta, sta affrontando un nuovo progetto, che è tuttora in itinere. Conte ha dato solo la sua disponibilità a collaborare alla stesura, non ha assunto al momento nessun ruolo. Vedremo come andranno le cose.

Quindi non chiude definitivamente la porta ad un suo eventuale rientro in un nuovo Movimento?
No. Io resto fedele al progetto iniziale del Movimento, qualsiasi altra cosa non mi interessa.

Compreso, quindi, il Movimento «moderato» e «liberale» descritto da Di Maio?
No, non appartiene a me e nemmeno a tanti di noi.

Da oggi in poi che tipo di opposizione ha in mente? Aderirà al nuovo gruppo L'alternativa c'è, fondato da altri suoi colleghi espulsi?
Anche in questo caso ci sono diverse soluzioni. Per quanto mi riguarda voglio capire bene che forma prenderà il gruppo che stanno fondando alcuni colleghi. Io continuerò a lavorare, dal mio ruolo di opposizione, a portare avanti le tematiche che avranno ricadute sulla vita delle persone. Come del resto il Movimento ha sempre fatto, distinguendosi dagli altri partiti. È chiaro che in questo momento, essendo all'opposizione, farò un po' più di fatica. Mi auguro che ci sia un'ampia convergenza almeno su determinate soluzioni.