18 settembre 2019
Aggiornato 01:00

Firmato il programma di centrodestra, assente la «quarta gamba»

Disco verde all'accordo elettorale comune Fi-Lega-Fdi, fumata nera sulla candidatura alla presidenza della Regione Lazio

ROMA - Disco verde al programma elettorale comune Fi-Lega-Fdi, fumata nera sulla candidatura alla presidenza della Regione Lazio, protesta della quarta gamba. Il secondo vertice in due settimane di Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini - oltre a vedere ancora l'anziano ex premier Fi padrone di casa con la sola differenza di ricevere a palazzo Grazioli a Roma anzichè a villa san Martino ad Arcore come all'indomani dell' Epifania, a dispetto dell'annuncio messo nero su bianco da Salvini domenica 7 gennaio sul fatto che per par condicio il secondo summit si sarebbe tenuto in casa leghista- sembra confermare la natura per il momento graniticamente elettorale e assai fragilmente politica dell'alleanza di centrodestra che tutti i sondaggi indicano come favorita alle elezioni politiche del 4 marzo.

La questione Lazio
Le quasi tre serali ore nella casa romana di Berlusconi producono l'annuncio con tanto di foto e post sui social dell'annuncio della firma del programma che prevede il «superamento» della legge Fornero postati dal solo ospite, come avvenne dopo il summit di Arcore. «Ho firmato insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni a palazzo Grazioli il programma elettorale del centrodestra. Uniti si vince!», scrive Berlusconi. Mentre alle telecamere in attesa parla solo Meloni: «la firma del programma è ufficiale: c'è pure la foto...». Tutti zitti invece sulla candidatura alla presidenza del Lazio alla quale il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi che piace a Salvini non rinuncia ma non ottiene l'investitura di Berlusconi e Meloni. Nè la ottiene il candidato Fdi Fabio Rampelli sul cui nome i consensi in Fi sono cresciuti ma non ancora abbastanza, a dispetto del fatto che ormai all'election day politiche-regionali Lombardia e Lazio mancano solo 40 giorni.

Il rammarico della quarta gamba
Piuttosto, la voce più forte che si fa sentire dopo il secondo summit a tre del centrodestra è quella della quarta gamba dello Scudpcrociato dc di «Noi con l'Italia-Udc». Il vertice di Arcore aveva fatto cadere il veto salvinian-meloniano al ritorno tout court nel centrodestra nei confronti di chi nella diciasettesima legislatura ne era temporaneamente uscito. Quello di palazzo Grazioli non li ammette ancora alla sottoscrizione del programma al cui tavolo tecnico cui pure hanno partecipato. Come pure solo poche ore prima nello stesso giorno del summit dei big è stata a quattro la riunione infruttuosa sulle candidature uninomimali comuni del centrodestra. «Apprendiamo dalle agenzie di stampa che è stato firmato il programma della coalizione del centrodestra, ne prendiamo atto e la riteniamo una mossa sbagliata su ciò che caratterizza principalmente una coalizione» vergano in una nota di «Noi con l'Italia-Udc» Raffaele Fitto, Lorenzo Cesa, Flavio Tosi, Enrico Zanetti, Gaetano Quagliariello.