Italia | Emergenza clandestini

Migranti, Gentiloni con Macron: «Fatti passi significativi, Ue non si sottragga»

Il premier in conferenza stampa con Emmanuel Macron: «Lavoreremo nei prossimi mesi per una buona definizione delle regole interne all'Unione europea»

ROMA - Nella gestione dei flussi migratori «abbiamo fatto dei passi avanti significativi e nessuno in Europa si può sottrarre alla responsabilità di dare un contributo». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in conferenza stampa con Emmanuel Macron a Palazzo Chigi. «Nessuno - ha aggiunto - si può sottrarre ai principi di civiltà e solidarietà dell'Unione europea. Lavoreremo nei prossimi mesi per una buona definizione delle regole interne all'Ue».

Noi dobbiamo accogliere i rifugiati
«Noi dobbiamo accogliere i rifugiati, velocizzare le procedure, e trasformare il grande fenomeno migratorio che viene dall'Africa da un fenomeno illegale gestito da organizzazioni criminali a un fenomeno gestibile, sicuro e legale. I flussi devono diminuire, perchè non è possibile avere flussi legali e gestibili se i numeri sono enormi, ma progressi fatti l'anno scorso dimostrano che questa strada non è impossibile», ha detto il presidente del Consiglio.

2017 anno incoraggiante
«Il 2017 - ha aggiunto - è stato un anno incoraggiante anche se lascia aperti molti problemi. Incoraggiante perchè sulla base di un accordo con le fragili autorità libiche abbiamo impegnato prima il nostro Paese poi diversi Paesi europei e la commissione a una collaborazione che ha aumentato la capacità di controllo delle autorità libiche e rafforzato la possibilità delle organizzazioni Onu di lavorare in Libia. Questo ha acceso i riflettori su situazioni dei diritti umani terribili e inaccettabili che durano da molti anni». «I dati più incoraggianti - ha sottolineto - sono non solo la diminuzione di arrivi ma naturalmente anche la diminuzione dei morti in mare, che non ci fa dimenticare che le tragedie continuano, e i rimpatri che aumentano. L'Oim è passata da 1000 a 20 mila rimpatri dalla Libia nel 2017. Abbiamo visto da molti Paesi africani una collaborazione che prima non c'era. Contemporanetamente dobbiamo fare passi avanti controlli nel Sahel». E poi, ha concluso, «ci sono cose più a breve termine su cui stiamo lavorando, come la stabilizzazione di Paesi la cui crisi rischia di alimentare i flussi. Dobbiamo lavorare insieme per la ricomposizione in Libia, speriamo che si possano organizzare elezioni nella seconda metà dell'anno prossimo, e ci sono altre situazioni, in Somalia e Sud Sudan, che richiedono un intervento».