17 gennaio 2021
Aggiornato 13:00
Governo Gentiloni

Lupi: «Alternativa popolare c'era, c'è e ci sarà»

Il capogruppo di Ap alla Camera: «Concludendo la legislatura si esauriscono le ragioni dello stare insieme al Pd. Ma prima no»

Roma, 21 lug. - «Concludendo la legislatura si esauriscono le ragioni dello stare insieme. Ma prima no. C'è stato un periodo in cui qualcuno pensava che questo fosse un governo monocratico Pd, ma non è stato così. E' stato un governo straordinario di responsabilità e lo dimostra la sensibilità istituzionale del premier, che ha capito come sullo ius soli ponevamo questioni serie». Lo afferma al Corriere della Sera, il capogruppo di Area popolare alla Camera, Maurizio Lupi.

Parlando delle dimissioni di Enrico Costa da ministro, osserva: «Se tenere due piedi in una stessa scarpa ha significato passare da meno 2% di Pil al più 1,4 di quest'anno, ce ne metto 12 di piedi. E se ha voluto dire dare la possibilità a 300 mila neo mamme di ricevere un bonus per il figlio nato, ce ne metto 64. E se ha voluto dire abolire l'Imu, ce ne metto 124». Lupi parla anche delle voci di diaspora da Ap. «Sono anni - dice - che sento parlare delle nostre frantumazioni. No, ci siamo e ci saremo. Siamo nati in Parlamento ma passati per il test del voto». Quanto a Silvio Berlusconi, aggiunge: «Sono d'accordo con Renzi, Berlusconi deve scegliere se essere popolare o populista».