Centrosinistra

Boldrini: il «Futuro prossimo» della sinistra italiana all'insegna di tasse, europeismo e femminismo

Dal palco del movimento «ulivista» lanciato ieri da Giuliano Pisapia, la presidente della Camera ha attaccato chi «abolisce l'Imu prima casa» o chi «crede che se i ricchi pagano meno tasse è un bene», promettendo un «ritorno alle origini»

ROMA – Sarà Laura Boldrini il «Futuro prossimo» della sinistra italiana, quel movimento «ulivista» lanciato ieri da Giuliano Pisapia che la vorrebbe candidata a premier? In caso di risposta affermativa, la presidente della Camera ha già annunciato che la sua sarà una politica all'insegna delle tasse, o come dice lei, di «lotta contro le diseguaglianze».

«Bisogna parlare dei problemi degli italiani prima di tutto»
Prima di salire sul palco, dove oltre all'ex sindaco di Milano c'erano anche l'esponente della defunta Sinistra ecologia e libertà (Sel) Massimiliamo Smeriglio, il deputato del Partito democratico, Franco Monaco e Gad Lerner nel ruolo di moderatore, l'ex responsabile dell'agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) ha dettato la sua linea: «Spesso nei media si parla del Paese attraverso le questioni dei partiti. Siamo sicuri che siano queste le priorità del Paese? Oggi giornali e tg sono tutti concentrati su questo: congresso, elezioni, date... sono questi i problemi del Paese?». Secondo la politica invece bisogna parlare «dei problemi degli italiani prima di tutto, dopodiché il resto si vede».

La questione tasse
Durante il suo intervento Boldrini ha spiegato che la sinistra «ha perso la bussola. Ha deluso una sinistra che ha fatto la destra». Dunque bisogna «tornare alle origini» ad esempio contestando la sinistra che «abolisce l'Imu prima casa» o che «crede che se i ricchi pagano meno tasse è un bene». Boldrini ha detto di sognare una sinistra che affronta come tema prioritario non «congressi, elezioni, date», ma «le diseguaglianze» che in Italia «hanno molti volti. Quello sociale, l'ascensore si è bloccato. Poi c'è quello territoriale, Nord e Sud, colpito dalla crisi in modo devastante. E poi la diseguaglianza di genere, con le donne maggiormente colpite dalla crisi. Se questo è accaduto senza fare resistenza - ha accusato Boldrini - vuol dire che la sinistra si è distratta, ha perso la bussola».

«Una sinistra femminista, europeista e laburista»
Dunque, ha concluso la terza carica dello Stato, «vorrei una sinistra laburista, perché sui diritti del lavoro non si può chiudere un occhio e forse anche due. La vorrei femminista, perché i diritti delle donne sono dell'intera società. La vorrei ambientalista, per troppi anni si è fatto un uso dissennato del nostro territorio. E poi europeista: dobbiamo abbracciare l'Europa dei padri fondatori, gli Stati Uniti d'Europa ma ridando un volto umano a questa Europa, più vicina alla persone».