26 giugno 2019
Aggiornato 12:30
Caso Raggi-Berdini al capolinea

Audiogate Berdini-Raggi, la verità del giornalista Capurso che ha fatto esplodere il caso

Il giornalista de La Stampa, Federico Capurso, ha diffuso il video dell'intervista all'assessore della giunta Raggi, Paolo Berdini, durante la trasmissione «Un giorno da pecora»

ROMA - «Eravamo noi due, mi sono presentato come giornalista": Federico Capurso, giornalista della Stampa, conferma che l'assessore all'urbanistica di Roma Paolo Berdini ha detto tutto ciò che Capurso ha scritto sulla Stampa, ovvero i giudizi sull'impreparazione «strutturale» della sindaca Virginia Raggi e sulla «banda» di cui si sarebbe circondata, che hanno provocato un nuovo terremoto nella giunta capitolina. Non si trattava di una intervista vera e propria, ma di un colloquio faccia a faccia alla fine di un convegno, ha detto Capurso alla trasmissione di RadioUno «Un giorno da pecora» condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, che ha diffuso il video dell'intervista in studio.

Berdini faccia a faccia con il giornalista
«Era un colloquio ma noi confermiamo che c'è stato. Era un faccia a faccia con un giornalista, me, che si è presentato come giornalista. Lui si è sbottonato. Non l'abbiamo chiamato intervista ma 'colloquio' perché non gli avevo chiesto una intervista ufficiale. Io sono andato a un dibattito dove partecipava l'assessore, ho aspettato che uscisse e gli ho chiesto di fare una chiacchierata. Io comprendo l'imbarazzo dell'assessore nel veder pubblicate delle frasi che però io confermo parola per parola. Mi ha detto che la Raggi è inadeguata e che le mancanze non sono dovute all'età ma sono mancanze strutturali"  ha detto Capurso.

Alcune parole sono state censurate
«Alcune parolacce le abbiamo tolte. Non so se posso ripeterle... Ad esempio parlando della polizza e della Raggi che ha detto che è stata fatta a sua insaputa ha detto 'ma a chi cazzo la vuoi raccontare'. Noi il 'cazzo' ovviamente lo abbiamo tolto. Sulla 'banda' quando ha detto "si è messa vicino una banda invece del meglio del meglio di Roma come un sindaco di Roma dovrebbe fare, lui ha detto 'una banda di assassini'. Temevo di essere querelato anche io».