28 giugno 2022
Aggiornato 01:30
Partito democratico

La profezia di D'Alema: «Con elezioni anticipate rischiamo un governo M5s-Lega»

L'ex premier ha riunito a Roma tutta la sinistra italiana che non si riconosce nel segretario del Partito democratico, per dire no ad elezioni anticipate e un prpfondo ricambio di leadership nel Pd

ROMA – Massimo D'alema ha riunito a Roma tutta la sinistra italiana che non si riconosce nel segretario del Partito democratico, Matteo Renzi,  chiedendo un radicale cambio di leadership all'interno del Pd. L'alternativa, ha detto il leader della minoranza Dem, è trovarsi «con un governo Movimento 5 stelle, Lega Nord».

"Io sono sconcertato. Precipitare verso le elezioni?»
L'ex premier ha attaccato il «rottamatore» dicendo che la linea di chiedere il voto subito è «sconcertante». «Io sono sconcertato. Precipitare verso le elezioni? Come? Con quale progetto politico, con quale sistema potenziale di alleanze?». Il presidente della Fondazione Italianieuropei è poi passato a criticare Matteo Orfini: «Ho visto che il presidente del Pd, al quale sono iscritto, ha detto 'entro dieci giorni'... Noi siamo stati una grande forza responsabile, almeno questo. Capisco che c'è l'innovazione, però... Certi valori, un elemento di responsabilità verso il Paese. 'Entro dieci giorni o fate la legge elettorale che vogliamo noi, oppure si vota subito'. Con quale progetto politico? Con quale idea di governo del paese? E' sconcertante! Io sono sconcertato!».

«Un gruppo dirigente che sembra avere smarrito il senso della ragione»
E ancora: «Quando vedo il presidente del gruppo parlamentare - che a me sta anche simpatico - dire che si può andare a votare perché la sentenza della Consulta conferma l'impianto dell'Italicum. Direbbe il poeta: non so se il riso o la pietà prevale. E' difficile anche aprire un dibattito, in questi casi arriva uno con il camice bianco... Noi abbiamo la responsabilità di correre in soccorso di un gruppo dirigente che sembra avere smarrito il senso della ragione». Poi l'ultima stoccata a Orfini: «Sarebbe opportuno evitare le elezioni anticipate, una strada già seguita a Roma con esiti negativi. Non dimentichiamoci, l'idea al voto al voto fu la linea seguita a Roma. Stesso autore, probabili medesime conseguenze».

L'ipotesi liberi tutti
Quindi D'Alema è tornato a parlare di Renzi, avvertendo che se l'ex premier cercherà di correre al voto «per normalizzare il partito» e avere «gruppi parlamentari più fedeli» nel Pd scatterà il «liberi tutti. Una scelta di questo tipo renderebbe ciascuno libero. L'unico obiettivo sarebbe quello di ridurre all'obbedienza i gruppi parlamentari, normalizzare il partito. Beh, deve essere chiaro, lo dico con assoluta serenità. Una scelta di questo tipo renderebbe ciascuno libero. E aggiungo che alcuni di noi, che ritengono di avere responsabilità e obblighi nei confronti della sinistra italiana, non sarebbero neanche liberi di decidere. Dovrebbero agire!». Infine, ha aggiunto, «il congresso va pensato in modo nuovo, aperto, non come un'asfittica resa dei conti in all'interno di un mondo che si è molto ristretto. Il numero degli iscritti al Pd si è molto ristretto, non so quanti siano. Temo siano pochini... In tal caso bisogna essere forti, organizzati. Si va ad altro? Bisogna essere forti e organizzati».