«Ora che succede? Non come all'Aquila»
Le voci dei sopravvissuti: «Bisogna ricostruire Amatrice nel più breve tempo possibile. Questa è una prova per l'Italia, se no è triste. Perché se no si useranno altri mezzi».
AMATRICE - «Adesso a parte la gente che è morta poveretta, il problema è dopo, quello che succederà dopo. Perché qui non c'è più niente. Banche, farmacie, case, l'ospedale è inagibile. Un paese che va rifatto entro il più breve tempo possibile, senza chiacchiere come hanno fatto di qua (all'Aquila)».
«Un sostegno lo vogliamo solo per i parenti, per la gente che è deceduta. Il resto si costruisce mano mano, perché la gente vuole costruire».
Il paese è piccolo ci si conosce tutti, quindi è straziante
«E poi qui le cose belle ce le teniamo tutte, le cose brutte le viviamo, le devi vivere. Il paese è piccolo ci si conosce tutti, quindi è straziante. Non ci si può neanche pensare a quello che si prova vedendo questo e sapendo che quello che hai incontrato il giorno prima sta sotto le macerie».
«Questa è una prova per l'Italia, se no è triste. Perché se no si useranno altri mezzi. Perché ci siamo un po' stancati de ste cose, altrimenti è finita».
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