27 settembre 2022
Aggiornato 01:00
La crisi del coronavirus

Regole Covid a scuola, l'Accademia della Crusca boccia il documento: «Pessimo burocratese»

L'Accademia della Crusca boccia i termini e il linguaggio scelto per comunicare le nuove regole per la prevenzione e la gestione dei casi Covid nelle scuole per il prossimo anno scolastico

Scolaresca con mascherina
Scolaresca con mascherina Foto: Agenzia Fotogramma

L'Accademia della Crusca boccia i termini e il linguaggio scelto per comunicare le nuove regole per la prevenzione e la gestione dei casi Covid nelle scuole per il prossimo anno scolastico: «La preparedness e readiness ad interim: un modo sbagliato di parlare di sanità alla scuola», titola infatti una nota di Incipit, il gruppo della Crusca che, spiega, «si occupa di esaminare e valutare neologismi e forestierismi 'incipienti', scelti tra quelli impiegati nel campo della vita civile e sociale, nella fase in cui si affacciano alla lingua italiana, al fine di proporre eventuali sostituenti italiani».

«Il 5 agosto 2022 - ricorda Incipit - sono state diramate, senza firma, ma con i loghi dell'Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute, del Ministero dell'Istruzione e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, le 'Indicazioni strategiche ad interim per la preparedness e readiness ai fini della mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2022-2023)'. Già il titolo di questo documento, con i termini tecnici preparedness e readiness, sconosciuti alla quasi totalità degli italiani e di non facile interpretazione anche ricorrendo a dizionari inglesi, uniti al latinismo burocratico ad interim (con probabile allusione al fatto che si tratta di norme provvisorie, suscettibili di modifica), mostra un atteggiamento assolutamente refrattario alla buona comunicazione (per tacere, inoltre, del pesante 'burocratese' della frase ai fini della mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico)».

«Nel resto del documento - prosegue il gruppo della Crusca - ricorrono espressioni come setting scolastico, razionale nel significato inglese di rationale e non nel significato italiano, etichetta respiratoria per 'igiene respiratoria', e via dicendo. Inutile da parte nostra analizzare il documento, che ci pare pessimo nella veste linguistica oscura e farraginosa, perché l'operazione è stata già condotta molto bene e con grande tempismo da Licia Corbolante nel suo sito. Non ci resta che dichiarare il nostro pieno accordo con quanto la studiosa ha scritto e unirci all'invito a 'fare di meglio' che Licia Corbolante ha rivolto ai ministeri coinvolti, invitandoli, semplicemente, a usare la lingua italiana. Facciamo notare che quello esaminato non è un documento interno per addetti ai lavori, ma un elenco di azioni che dovranno essere applicate in tutt'Italia da dirigenti scolastici e insegnanti. Lo specialismo esagerato e immotivato, con conseguente ricorso a prestiti non adattati e a calchi approssimativi dall'inglese, non trova in questo caso alcuna giustificazione plausibile, e la critica deve essere netta e severa».

«Dedichiamo questo Comunicato n. 20 alla memoria di Luca Serianni. Il grande studioso, tragicamente venuto a mancare il 21 luglio scorso, ha firmato con noi tutti i precedenti interventi di Incipit. Questo è il primo Comunicato che viene diramato senza di lui. Il nostro pensiero va alla sua memoria, ai suoi consigli, alla sua intelligenza e alla conoscenza impareggiabile della lingua e dei valori della buona comunicazione. Luca Serianni era molto ascoltato anche dal Ministero dell'Istruzione. Speriamo che anche in sua memoria il biasimo nostro e di Licia Corbolante venga preso in considerazione», conclude Incipit.