17 giugno 2021
Aggiornato 01:30
La crisi del Covid

Coronavirus in Italia, il bollettino e le notizie di oggi 26 marzo

Sono 23.987 i nuovi casi di sars-cov-2 registrati nelle ultime 24 ore. 457 i decessi. Sono i numeri del bollettino quotidiano diffuso dal Ministero della Salute. Processati 354.982 tamponi

Coronavirus in Italia, il bollettino e le notizie di oggi 26 marzo
Coronavirus in Italia, il bollettino e le notizie di oggi 26 marzo ANSA

Sono 23.987 i nuovi casi di sars-cov-2 registrati nelle ultime 24 ore. 457 i decessi. Sono i numeri del bollettino quotidiano diffuso dal Ministero della Salute. Gli attualmente positivi sono 566.711, 534.611 dei quali si trovano in isolamento domiciliare, 28.472 sono ricoverati con sintomi. In terapia intensiva sono ricoverati 3.628 pazienti: 228 gli ingressi del giorno. Da ieri sono stati processati 354.982 tamponi.

Rezza: «Situazione migliora ma necessario mantenere misure»

«Questa settimana in Italia assistiamo ad un lieve miglioramento della situazione epidemiologica, con un Rt che scende a 1.08, la scorsa settimana era intorno a 1.16 e l'incidenza va al di sotto dei 250, intorno al 240 per centomila, rimane però decisamente elevata». Lo sottolinea il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, in un video diffuso al termine della conferenza stampa settimanale della cabina di regia sul monitoraggio della situazione epidemiologica.

«Per quanto riguarda il tasso di occupazione dell'area medica e dei posti di terapia intensiva purtroppo, invece, - osserva - abbiamo un aumento dovuto al fatto che nelle scorse settimane si sono accumulati molti casi di covid 19. Infatti il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva è intorno al 39%, quindi più elevato rispetto alla scorsa settimana». «Data la situazione bisogna continuare a mantenere le misure di prevenzione e controllo - conclude - e soprattutto accelerare la campagna vaccinale per immunizzare quante piu' persone possibile».

«Avremmo grande interesse a fare test salivari ai bambini, perchè generano meno disagio ma dobbiamo essere sicuri che abbiano elevata sensibilità e affidabilità. E'fondamentale che vengano effettuati controlli accurati. Sappiamo che ci sono Regioni che li stanno già utilizzando- ha aggiunto - possono ovviamente essere usati per la scuola una volta accertata la loro capacità diagnostica».

Iss: «Complessivo miglioramento del rischio»

Nel periodo 3 - 16 marzo 2021, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 (range 0,93- 1,21), in diminuzione rispetto alla settimana precedente, anche se ancora sopra uno. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale della cabina di regia sulla pandemia.

«Si osserva - si legge - un miglioramento complessivo del rischio, sebbene complessivamente ancora alto. Cinque Regioni (Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Tredici Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui dieci ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e tre hanno una classificazione di rischio basso (Basilicata, Campania, e la Provincia Autonoma di Bolzano). Tredici Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, una Regione (Valle d'Aosta) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,5 e un'altra (Calabria) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,25».

Anche questa settimana «rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (12 Regioni/PPAA vs 13 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (39% vs 36% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.256 (16/03/2021) a 3.546 (23/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (43%) con un forte aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 26.098 (16/03/2021) a 28.428 (23/03/2021)».

Figliuolo: «I vaccini arrivano, nessun problema distribuzione»

«Non c'è nessun problema di distribuzione, i vaccini arrivano. Bisogna tener conto che sono appaltati, per questo mese, 7,2 milioni di dosi: siamo in linea con le aspettative. Era previsto che arrivassero 15 milioni e 690mila vaccini, mentre chiuderemo con 14,2 milioni, che è sopra la stima iniziale. E dal prossimo mese incrementeremo». Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, in occasione della visita di stamattina al presidio vaccinale della Difesa di Cosenza.

«La seconda dose per gli anziani c'è, la struttura commissariale - ha aggiunto il generale - fa il bilanciamento e, quando i 'sensori' dei territori - a iniziare dalla Protezione civile, dai sindaci e dal presidente della Regione -, ne facciano richiesta, siamo in condizione di inviare immediatamente le dosi per supplire a eventuali carenze per le seconde vaccinazioni. Siamo in linea con la programmazione, dobbiamo solo aumentare il numero degli hub vaccinali, implementarli col personale medico e renderli operativi, in modo tale che a tutte le Regioni arrivi il numero previsto per raggiungere ogni giorno le 500mila» vaccinazioni, ha concluso.

Galli: «Riaprire le scuole demagogico, si porta l'infezione a casa»

In merito al ritorno in classe di studenti e insegnanti subito dopo Pasqua, secondo il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano, gli aspetti strettamente legati alla valutazione epidemiologica dicono che non è assolutamente opportuno: «Come era atteso, abbiamo a che fare con questa nuova variante inglese, diventata ormai prevalente, che si diffonde molto bene anche tra bambini e adolescenti. È pur vero che è stata vaccinata la gran parte degli insegnanti, aspetto che perlomeno riduce l'elemento di tensione sulla riapertura delle scuole per quanto riguarda la messa in sicurezza degli operatori. Però è evidente che bambini e giovani che contraggono il virus portano l'infezione a casa contagiando nonni e genitori che, se non ancora vaccinati, non sono in sicurezza e non lo saranno di certo dopo Pasqua», ha detto Galli durante il convegno «Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza», promosso dalla Fgu-Gilda Unams della Lombardia.

Per l'infettivologo, dunque, «si tratta di un discorso più demagogico che realistico rispetto ai bisogni. Una proposta che mi sentirei di fare, di non semplice realizzazione, è di una riapertura graduale con test salivari, che sono poco invasivi e possono essere facilmente gestiti in ambiente scolastico da insegnanti già vaccinati. Su questa base - ha spiegato - potremmo almeno avere una rapida identificazione dei focolai di infezione nelle singole scuole, sempre che questo sistema funzioni e sia provato».

«In questo modo potremmo limitare il rischio, ma temo che se facessimo i test e riaprissimo subito dopo Pasqua, continueremmo a dover richiudere perché troveremmo un sacco di focolai ancora aperti. Pur con le limitazioni imposte, temo che le feste pasquali finiranno per essere una causa di incremento di spostamenti delle persone e, come ormai sappiamo bene, il virus cammina sulle gambe della gente», ha concluso Galli.