5 aprile 2020
Aggiornato 15:30
Crisi coronavirus

Coronavirus, la direttrice del laboratorio di analisi dell’ospedale Sacco: «Non è pandemia, mi sembra follia»

Il post su Facebook di Maria Rita Gismondo: «A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così»

Coronavirus, «È una follia questa emergenza». Il duro dissenso del capo del laboratorio del Sacco
Coronavirus, «È una follia questa emergenza». Il duro dissenso del capo del laboratorio del Sacco ANSA

MILANO - «Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni. A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri». È l'appello di Maria Rita Gismondo, Direttore Responsabile Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell'Ospedale Sacco. «Questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico. I miei angeli sono stremati. Corro a portar loro la colazione. Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni! Serena domenica!», ha concluso.

«Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!», ha scritto ancora in un post Facebook Maria Rita Gismondo.

Spallanzani: «Valutati 93 pazienti, 66 già dimessi»

«La coppia di cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di COVID - 19 continua a essere ricoverata nel nostro Istituto. Il marito sta meglio, non necessita di terapia con ossigeno, si alimenta autonomamente e ha ripreso la deambulazione autonoma con appoggio. Risulta negativo ai test per la ricerca del COViD-19. La moglie, vigile e orientata, è in respiro spontaneo è ancora ricoverata in terapia intensiva, e non necessita più di supporto ventilatorio. Necessita ancora di monitoraggio per la presenza di patologie preesistenti». Così si afferma nel bollettino dello Spallanzani d'aggiornamento per l'emergenza Coronavirus.

«Il giovane studente italiano proveniente dalla città di Wuhan è ancora ricoverato ed è in ottime condizioni di salute e di umore. Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 93 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 66, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Ventisette i pazienti tutt'ora ricoverati: due sono i casi confermati di COVID - 19 (la coppia cinese). Ventitré e sono i casi sottoposti al test che risulta tutt'ora in corso. Due sono i casi che rimangono ricoverati per altri motivi. In caso di evoluzioni del quadro clinico, verranno dati immediati aggiornamenti.

Psicosi fa impennare prezzi di amuchina e mascherine

E' vera e propria psicosi in Italia dopo i casi di contagio da coronavirus che si stanno moltiplicando nelle ultime ore in varie zone del paese, una situazione di emergenza che ha fatto letteralmente schizzare alle stelle i prezzi di alcuni prodotti igienico-sanitari che stanno andando a ruba nei negozi e sul web. Lo afferma il Codacons, che presenterà domani una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza contro le speculazioni sui listini che si stanno registrando in queste ore.

«Da un primo monitoraggio del Codacons sui principali portali di e-commerce emerge come i prezzi di alcuni prodotti legati all'emergenza Coronavirus raggiungano livelli astronomici - afferma il Presidente Carlo Rienzi - Ad esempio il classico gel igienizzate dell'Amuchina da 80 ml, che normalmente si trova in commercio a circa 3 euro, viene oggi venduto sul web a 22,5 euro la confezione, con un ricarico sul prezzo al pubblico del +650%. Ancora peggio per le mascherine protettive da viso, che prima del coronavirus erano vendute a meno di 10 centesimi di euro l'una, e oggi arrivano a costare su internet 1,8 euro, con un incremento di prezzo del +1700%».

Vergognosa speculazione

Per non parlare delle mascherine speciali con valvole, pubblicizzate su Amazon come «Ideali per coronavirus», e vendute a 189 euro la confezione da 5 pezzi. «Si tratta di una vergognosa speculazione, tesa a lucrare sulla paura delle persone, che potrebbe configurare veri e propri reati, dalla truffa all'aggiotaggio - afferma Rienzi - Per tale motivo presenteremo domani un esposto a Procura e Guardia di Finanza, chiedendo anche di oscurare le pagine di Amazon e di altri portali specializzati nelle vendite online nelle quali si pubblicizzano a prezzi abnormi prodotti legati al Coronavirus. Se infatti i giganti dell'e-commerce non rimuovono autonomamente le pagine dove si realizzano le speculazioni, si rendendo complici per concorso nella truffa agli utenti».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal