7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Emergenza sbarchi

Migranti, lo sfogo del Sindaco Lampedusa: «Stiamo diventando il becchino di turno»

«Dobbiamo ratificare le morti che ci sono nel Mediterraneo. Vorrei che il presidente del Consiglio avesse il coraggio di convocarci, così gli spiegheremmo cosa significa essere terra di frontiera»

Proseguono le ricerche dei dispersi del naufragio a Lampedusa, trovati i corpi di 5 donne
Proseguono le ricerche dei dispersi del naufragio a Lampedusa, trovati i corpi di 5 donne ANSA

LAMPEDUSA - «Stiamo diventando il becchino di turno, dobbiamo ratificare le morti che ci sono nel Mediterraneo, non è una bella scena che si dà al mondo. In questi anni il sistema di accoglienza a Lampedusa è stato completamente cancellato. Oggi non è un sistema di un Paese degno, prima il sistema accoglienza era talmente collaudato che neanche ci si faceva più caso quando arrivavano e partivano i migranti. Vorrei che il presidente del Consiglio avesse il coraggio di convocarci, così gli spiegheremmo cosa significa essere terra di frontiera». Lo ha detto Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, ai microfoni di Radio Cusano Campus.

«Non vedo un collegamento tra gli sbarchi in aumento e l'intenzione del governo di cancellare il decreto sicurezza. Il problema fondamentale è che gli sbarchi ci sono sempre stati e continuano ad esserci. Quando c'è maltempo questi li fanno partire e li fanno morire. E' insopportabile che ancora oggi questo traffico continua ad esserci senza che ci sia un intervento serio dell'Europa», ha aggiunto.

La maggioranza di quelli che sbarcano sono migranti economici

E sull'accordo di Malta ha detto «Si parla solo di un tipo di migranti, i rifugiati e non quelli economici. Quelli che sbarcano a Lampedusa, la maggioranza sono migranti economici. Dobbiamo spogliarci tutti dall'appartenenza politica e affrontare il problema migrazioni come Stato e come Europa. Parliamo del global compact, il documento che ha fatto l'Onu, e partiamo da lì. A noi ci arrivano esclusivamente gli insulti, addirittura hanno organizzato una campagna su Facebook contro i turisti che vengono a Lampedusa. C'è qualcuno che ha chiesto quanto costavano le casse da morto e che bisognava lasciare i morti in mezzo al mare».