18 giugno 2019
Aggiornato 02:30
Manovra finanziaria

Manovra, slitta ancora il maxiemendamento (senza voto). Opposizioni denunciano: emergenza democratica

Il maxiemendamento alla manovra, che ridisegnerà la legge di Bilancio per recepire le modifiche concordate con la Ue, potrebbe arrivare in aula al Senato questa sera

Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell'Economia Giovanni Tria
Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell'Economia Giovanni Tria ( ANSA )

ROMA - Il maxiemendamento alla manovra, che ridisegnerà la legge di Bilancio per recepire le modifiche concordate con la Ue, potrebbe arrivare in aula al Senato alle 20 e non nel pomeriggio come sembrava probabile fino a qualche ora fa. La conferenza dei capigruppo è stata convocata alle 15.45 e potrebbe modificare il calendario dei lavori. Fonti citate dall’agenzia La Presse «non escludono» che il testo possa arrivare anche dopo: in quel caso il provvedimento potrebbe avere la luce verde di Palazzo Madama soltanto domani, sabato 22. A quel punto l’aula sarebbe chiamata a votare la fiducia su un nuovo testo non votato in commissione e diverso rispetto a quello approvato dalla Camera il 7 dicembre. Come noto, per evitare la procedura di infrazione il governo si è impegnato a contenere il rapporto deficit/Pil al 2% rispetto al 2,4% della prima versione e ha ridotto la previsione del Pil 2019 da +1,5 a +1%. Montecitorio poi dovrà approvare il testo in due giorni, giovedì 27 e venerdì 28, dopo un passaggio altrettanto breve in commissione.

Pd e Leu hanno abbandonato i lavori

Iera sera Pd e Leu avevano abbandonato i lavori della commissione quando è apparso chiaro che si sarebbe andati in aula senza il mandato al relatore, senza concludere l’esame del provvedimento e degli emendamenti di governo e relatori e senza, come è stato sottolineato più volte, esprimere almeno un voto. L'esame della manovra da parte del Senato si potrebbe dunque forse chiudere in tarda serata. E' quanto emerso dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama chiamata a fissare i tempi dell'esame della legge di bilancio, approdata in aula senza mandato la relatore. Può essere che attorno alle 22 ci siano le dichiarazioni di voto. Il testo a quel punto verrebbe poi inviato alla Camera per la terza e definitiva lettura. Il presidente della Camera Roberto Fico ha fatto sapere che convocherà l’aula di Montecitorio per discutere la manovra giovedì 27 dicembre, con prosecuzione prevista venerdì 28. Il lavoro della commissione Bilancio si svolgerà invece sabato 22 e domenica 23.

Pesco (M5s): «Cosa poco corretta ma rispetta il regolamento»

Il presidente della commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco (M5s), a Rai Radio1 ha assicurato che sul voto di fiducia «verrà rispettato il dettato costituzionale che permette di votare in questo modo una legge di bilancio. Sappiamo che è una cosa poco corretta però sappiamo che rispetta il regolamento e la Costituzione» ha chiarito. Oltre alle critiche di Emma Bonino che ha denunciato all'atteggiamento della maggioranza bollandola come gravissima e definendo il Senato «esautorato», anche Maurizio Martina ha detto la sua: «Sta accadendo una cosa gravissima. Non è mai successo che una manovra di bilancio dello Stato non passasse il vaglio della Commissione Bilancio del Senato». Il renziano Andrea Marcucci ha parlato di una «prima volta nella storia della Repubblica» che costituisce «un’emergenza democratica».

Pd e Forza Italia sul piede di guerra

Anche Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha fatto sentire il suo disappunto: «Non si è mai visto che il Senato debba votare una legge di Bilancio senza prima l'esame e eanche un voto nella Commissione. Noi chiediamo quindi che la Commissione esamini e voti la manovra e che poi l'Aula sia convocata il 24 e il 26 dicembre per l'approvazione. Non è possibile che il governo ci faccia discutere stasera ancora sulla manovra approvata alla Camera che è carta straccia, che sarà superata dal maxiemendamento che la cambierà totalmente. Non possiamo discutere stasera su argomenti a piacere. Come non è possibile votare la fiducia alle 23 di domani sera e che ci si mandi in diretta televisiva con le dichiarazioni di voto in un'ora notturna che servirebbe solo per fare concorrenza a Marzullo e al Consorzio Nettuno. E' una cosa inaudita».

Calderoli detta i tempi

Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, ieri aveva provato a dettare i tempi, spiegando nei dettagli in aula l'iter della legge di bilancio. Al termine delle discussioni generali saranno posti in votazione gli emendamenti e gli articoli della seconda sezione del disegno di legge di bilancio, quella che contiene le tabelle. Poi si passerà all'esame della prima sezione che sarà composta da un solo articolo (il maxiemendamento del governo appunto) e sul quale, ha riferito Calderoli, il governo ha preannunciato l'intenzione di porre la questione di fiducia. La discussione sulla fiducia durerà circa 4 ore, poi dalle 22 si terranno in diretta televisiva le dichiarazione di voto dei gruppi sulla fiducia e seguirà la chiama per la votazione. Una volta concluso il voto di fiducia, previsto intorno a mezzanotte, la seduta del Senato sarà sospesa per dare tempo al Consiglio dei ministri di approvare la nota di variazione che sarà prima inviata alla V Commissione e poi votata in Aula. L'iter si concluderà appunto con il voto finale sul ddl che passerà alla Camera in terza lettura.