15 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

Dl sicurezza, Mattarella promulga la legge. Mimmo Lucano attacca Salvini: "Come può un cristiano votarlo?". E sui 5 Stelle...

Il presidente della Repubblica ha firmato per la promulgazione. Ma le critiche continuano

Manifesti di solidarieta' per Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, esposti durante il corteo di protesta dei centri sociali e dei movimenti per l'arrivo in citta' del ministro Matteo Salvini
Manifesti di solidarieta' per Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, esposti durante il corteo di protesta dei centri sociali e dei movimenti per l'arrivo in citta' del ministro Matteo Salvini (ANSA/ CIRO FUSCO)

ROMA - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato questa mattina per la promulgazione la legge di conversione del decreto sicurezza e immigrazione. Intanto non si placano le critiche al decreto, che secondo il ministro Matteo Salvini arrivano da "gente ignorante". "Leggo sui giornali che quello è il decreto del nazismo, del razzismo? Gente ignorante che il decreto manco l'ha letto" ha detto ospite a Non è l'arena. La legge sulla legittima difesa è necessaria, dice, perché "la casa deve tornare a essere una realtà inviolabile. Vale anche per l'azienda, il capannone». I rapinatori "devono capire che rischiano qualcosa in più. Il mio modello è un Paese in cui i delinquenti abbiano paura a fare i delinquenti".

L'attacco di Lucano
Intanto arriva un nuovo durissimo attacco da parte del sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano: "Ieri è morto bruciato vivo un ragazzo di 18 anni. Questo clima di odio, questa società della barbarie, ci stanno portando a non avere nemmeno la sensibilità di comprendere quello che ci circonda. Rimaniamo indifferenti, come se ci fosse una forma di assuefazione a una logica che ormai pensiamo sia unica. Ci impediscono di provare quell'impulso di umanità che è normale. Una condizione della società che io non ho mai vissuto prima" dice. Condizione che non dipende soltanto dalla Lega secondo lui, ma anche dagli alleati di governo: "I 5 stelle sono complici di questi orrori, di un governo profondamente fascista che discrimina gli esseri umani e se la prende con le categorie sociali più deboli. Sono succubi sin dal primo giorno di una logica perversa. Parlano di cambiamento, ma non è vero".

Colpa anche dei 5 Stelle
Una forma di fascismo che, insiste Lucano, "è forse più pericolosa rispetto al passato, perché c'è un'aggressione diretta, e il senso di discriminazione che colpisce le persone più deboli ci riporta indietro negli anni. Questo pensare di essere autoritari a ogni costo, perché la maggioranza ha deciso così, è una condizione incredibile della politica". "Come può un cristiano votare per Salvini? Non posso credere che essere vicini al Vangelo significa essere disumani rispetto alle persone. È disumano, sta generando degli orrori" dichiara intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital.

Delrio: "Disumano"
Il dl sicurezza è "disumano" anche per il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio: "Le cronache di questi giorni si stanno incaricando di raccontare quello che abbiamo denunciato con tutta la nostra forza in aula contro il decreto Salvini: è un provvedimento disumano oltre che insensato». "Già decine di persone, tante donne, minori e bambini - spiega - sono stati cacciati dai centri dove erano accolti e avviati a percorsi di integrazione seguiti dalle amministrazioni. È una gravissima ingiustizia. Ed anche un'assurdità che trasformando queste persone in 'invisibili' accrescerà nel Paese gli irregolari». Ha concluso Delrio: "Il governo ci ripensi. Ascolti la voce di queste persone e dei tantissimi sindaci, amministratori, lavoratori e volontari che chiedono di cancellare questa norma", conclude.

Orfini e la maschera bianca
Dello stesso parere il presidente dei dem Matteo Orfini, che spiega come quando, nonostante l'ostruzionismo del Pd al decreto Salvini, è stato convertito in legge alla Camera, hanno scelto di fare un gesto "irrituale e simbolico", indossando una maschera bianca. "Volevamo denunciare uno degli aspetti più spregevoli e disumani di quelle norme, ovvero il meccanismo di esclusione dai circuiti di integrazione di decine di migliaia di persone che sarebbero divenute invisibili». "Purtroppo avevamo ragione, e le pagine dei giornali oggi raccontano i primi casi drammatici prodotti dal decreto». Persone fragili, donne e bambini, lasciate letteralmente per strada, secondo Orfini. Non criminali, ma persone che non facevano male a nessuno e che erano dentro processi di integrazione monitorati e seguiti con attenzione. "Processi che generano - quelli sì - sicurezza vera e duratura", aggiunge. "Invece la barbarie di Salvini e Di Maio oggi li punisce, li relega ai margini, li ghettizza, li rende appunto invisibili. Non lasciamo che lo diventino. Continuiamo a combattere contro questa barbarie. A cercare soluzioni, a raccontare le storie di queste città invisibili, a non abbandonare chi si trova in difficoltà, a non considerare la povertà una colpa", conclude.