17 dicembre 2018
Aggiornato 11:18

Stop alle coop che finanziano i partiti: Fratelli d'Italia vince la sua battaglia

Grazie all'emendamento fortemente voluto dal Deputato Giovanni Donzelli cambia tutto anche per le cooperative

La leader di Fdi Giorgia Meloni
La leader di Fdi Giorgia Meloni (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA - Grazie a Fratelli d'Italia le cooperative sociali non potranno più finanziare le fondazioni e i soliti «partiti amici». Il partito di Giorgia Meloni vince dunque la sua battaglia per mettere fine ai «torbidi» intrecci tra le cooperative sociali e le fondazioni, che non dovrebbero avere utili ma che invece finanziano i partiti. «Ora mai più politici sul libro paga delle coop, mai più casi Buzzi» commenta a caldo Meloni. Si tratta di una «antica e malsana pratica grazie alla quale in tanti anni la sinistra italiana, con poca trasparenza ma molta spregiudicatezza, si è garantita una smodata quantità di introiti dalle cosiddette coop rosse» ha detto il capogruppo di Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida. L'approvazione dell'emendamento di Fdi al ddl anticorruzione mette definitivamente fine a questa stortura. 

Cosa cambia
Il divieto di finanziamento ai partiti sarà dunque esteso alle cooperative social e ai consorzi grazie all'emendamento proposto da Giovanni Donzelli. Montecitorio, infatti, ha ripreso l’esame del provvedimento, dando il via libera anche all’articolo 10 del testo, quello riguardante la norma per la trasparenza dei partiti: i nomi dei finanziatori che donano più di 500 euro andranno pubblicati online. Era un punto dell’accordo raggiunto mercoledì da Lega e M5s, dopo il ko sul peculato del giorno precedente. «Abbiamo spezzato la catena di potere fra cooperative e partiti di sinistra: grazie a Fratelli d'Italia le cooperative non potranno più finanziare i partiti. Finisce così il rapporto morboso e poco trasparente grazie al quale la sinistra ha basato il suo consenso nelle regioni rosse» afferma Donzelli.

Com'era prima
Le cooperative godono di agevolazioni economiche, fiscali, burocratiche e questo ha sempre consentito loro di stipulare con gli enti pubblici contratti senza l'obbligo di seguire le normative che valgono per i privati: è così che a volte, specie in regioni come Toscana, Emilia Romagna o Liguria, c'è stato in passato un rapporto poco trasparente per cui la cooperativa finanziava il partito di governo che poi, attraverso i propri amministratori, gli affidava l'appalto. «Questo - ha spiegato Donzelli - non è un emendamento contro le cooperative, all'opposto le libera dai corrotti e favorisce una sana concorrenza fra di esse».