20 settembre 2019
Aggiornato 11:30

Benvenuto: «Perché, secondo la Lega, gli inceneritori servono»

Sul tema dei termovalorizzatori, che sta creando tensioni nel governo, interviene il presidente della commissione Ambiente della Camera, al DiariodelWeb.it

Alessandro Benvenuto, presidente della commissione Ambiente della Camera, il tema dello smaltimento dei rifiuti sta creando battibecchi nel governo tra voi della Lega e il Movimento 5 stelle. Qual è la sua posizione?
Partiamo da un punto: il tema è molto importante e tutte le posizioni sono legittime e vanno rispettate. Io, da presidente di commissione, dico solo che in questo momento si sta andando verso l'emergenza rifiuti in Italia, ci sono difficoltà nello smaltimento, quindi bisogna intervenire. Come? Secondo me, in tempi brevi, è fattibile farlo con nuove discariche e nuovi impianti.

Anche termovalorizzatori?
Sì, fino ad arrivare al termovalorizzatore. Allo stesso tempo, però, sono convinto che il sistema Paese debba fare dei passi in avanti verso l'economia circolare. Se arriviamo a normare l'«end of waste», il fine vita del rifiuto, possiamo dare alle società la possibilità di modificare le procedure di smaltimento, e favorirne il recupero, il riciclo. Questo può essere il futuro, al netto della costruzione di nuovi impianti.

Quindi le due posizioni non siano in contrasto, ma complementari. La Lega chiede gli inceneritori per intervenire prontamente sull'emergenza, ma la prospettiva di lungo termine punta al riciclo come vuole il M5s.
La Lega è favore della costruzione di nuovi impianti, che siano termovalorizzatori e non, perché verifichiamo da nord a sud, non solo in Campania, un'emergenza.

Però il M5s ricorda che questo aspetto non è previsto dal contratto di governo. Questo potrebbe creare delle difficoltà?
Assolutamente sì, ma nello stesso tempo è anche giusto che sia così. C'è un contratto, sottoscritto da entrambe le parti, e ritengo che questi casi si possano risolvere soltanto con il pragmatismo. Si può modificare l'impostazione, nel momento in cui esistono delle urgenze e bisogna intervenire. Faccio l'esempio, paradossale, del decreto Genova: ovviamente, alla firma del contratto di governo, nessuno aveva messo in discussione le concessioni autostradali, perché in quel momento storico il ponte Morandi ancora non era caduto.

Cambia il contesto in cui ci si muove, quindi ci si può sedere ad un tavolo e trovare un accordo diverso.
Esattamente.

Lei è ottimista sulla possibilità di superare questa tensione?
Ripeto, io non dico: gli inceneritori a tutti i costi. Quello che sostengo è che i rifiuti vadano smaltiti, in qualsiasi modo. Questo mi sembra un passaggio tanto semplice quanto discusso e criticato, in questo momento. Bisogna trovare una soluzione. Visto che ad oggi l'Italia è molto indietro sull'economia circolare, anche perché il governo precedente, a parte i proclami, non ha fatto nulla in quella direzione, il problema rimane. Quindi, se un giorno ci trovassimo i rifiuti per strada...

...la situazione peggiorerebbe.
E ritengo che, se non c'è una struttura, a livello statale, che preveda il riciclo e il riuso, bisogni valutare anche l'alternativa della termovalorizzazione.

Alla fine anche il Movimento 5 stelle capirà che questa problematica va affrontata?
Me lo auguro. Ma non c'è una contrapposizione. Se le aziende che gestiscono il rifiuto sono al collasso e non possono ricevere più nuovi prodotti, dove li mettiamo? All'estero, e qui nasce il paradosso. L'Italia manda plastica e carta in Germania, con due risultati: innanzitutto un costo economico, e poi un ulteriore inquinamento derivante dai camion che le trasportano. Che, in quota parte, è superiore a quanto si immagini, anche rispetto ai termovalorizzatori. E proprio su questo trasporto si potrebbe innestare il business della criminalità organizzata. In più, grazie anche ai rifiuti che noi le inviamo, la Germania produce energia, e ce la rivende anche.

Quindi la Germania ci guadagna due volte.
E noi paghiamo due volte.