17 dicembre 2018
Aggiornato 12:00

Storace: «La leader della destra è Meloni, non Salvini»

L'ex ministro ed ex governatore del Lazio vicino all'accordo con Fratelli d'Italia: «Giorgia ha dimostrato caparbietà, e ce n'è bisogno», spiega al DiariodelWeb.it

Francesco Storace, ex ministro ed ex presidente della Regione Lazio, questo accordo con Giorgia Meloni c'è o non c'è?
Stiamo lavorando, spero che ci si arrivi. Anzi, spero che già in settimana si riesca a trovare punti d'incontro. Ci mettiamo tutto lo sforzo possibile ed immaginabile, perché è giunta l'ora.

L'intenzione esiste, insomma, da entrambe le parti.
Sì, sì. Sto sentendo tante persone in giro per l'Italia che vogliono farlo.

Ci sono le condizioni per la rinascita della destra italiana?
Secondo me sì, anche perché la Meloni ha dimostrato caparbietà. Onore al merito, da questo punto di vista. E ce n'è bisogno. Anche questo allargamento verso Raffaele Fitto lo vedo assolutamente positivo: parliamo di un soggetto che ha avuto il coraggio di rompere con Berlusconi su Renzi, ha mollato il Partito popolare europeo quando era nei Conservatori europei, quando l'hanno preso di mira con i processi è uscito sempre pulito...

Questa volta la destra si apre, si lascia avvicinare da istanze di centro.
È un soggetto sovranista-conservatore, in cui ci si può riconoscere.

E i sondaggi sono assolutamente positivi, si parla addirittura di un sorpasso su Forza Italia.
Sì, anche se i sondaggi vanno sempre presi con le molle. Alla fine è il territorio che deve dare i frutti. Ma in realtà ci sono anche tanti amministratori pronti ad unirsi, questi sono coloro che daranno le gambe al progetto.

In un momento in cui Salvini è molto forte, sopra al 30%, cercare di ritagliarsi un altro spazio a destra sembra un'impresa coraggiosa.
A me sembra più coraggioso Salvini a governare con i grillini... Ci vuole tanto coraggio! Parliamoci chiaro: io non ho lesinato le mie simpatie al governo, all'inizio. Però poi, per quello che sta succedendo sul fronte economico, Dio ce ne scampi e liberi.

Questa manovra non le è piaciuta?
No, ma soprattutto non mi piace come si sta trasformando, giorno dopo giorno. È una via crucis.

Si riferisce al rapporto con l'Europa?
Non solo. Noi ci indebitiamo per dare il reddito di cittadinanza, che io non demonizzo come strumento. Però, se devi fare i primi debiti, è per crearlo, il lavoro. Da questo punto di vista, manca il tema dello sviluppo. Spero che non siano vere le cifre che sforna l'Europa, che un po' con noi ce l'ha: questa storia per cui la crescita è sopravvalutata è un altro elemento di preoccupazione.

Si vuole distinguere da Salvini proprio rispetto a questo accordo con i 5 Stelle?
Spero che lo si riesca a sottrarre dall'abbraccio. Ancora a lungo con uno come Toninelli non ce lo vedo.

In ogni caso il rapporto con Salvini è cordiale?
Sì. Però la leader della destra è Meloni.

Nell'ottica delle elezioni europee vorreste collocarvi in quel fronte sovranista che si sta creando con Orban e Le Pen?
Sì, anche se Orban e Le Pen sono due cose diverse.

Ma sembra che vogliano correre tutti insieme.
Quello si vedrà, dipende sempre da che spazi politici si riescono a creare. Intanto costruiamo questo percorso nazionale.

Ultimamente è stato protagonista di un battibecco social con Saviano.
Gli do appuntamento al prossimo. Dovrà spiegare una certa cosetta su cui sto facendo accurate indagini.

Sono uscite negli ultimi giorni le cifre dei suoi guadagni.
Sì, le ho lette su La Verità.

Che cosa gliene pare?
Beh, insomma... Non è uno che può parlare a nome della povera gente.

Si è creato un bel business.
Eh, sì...