15 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Salvini accoglie 51 migranti in aeroporto. Ma è scontro con la portavoce dell'Unhcr

Il ministro dell'Interno per l'arrivo di un gruppo di richiedenti asilo: «Noi accogliamo davvero». Ma finisce nel mirino dell'Unhcr per i "porti chiusi"
Il vicepremier Matteo Salvini a Pratica di Mare accoglie 51 migranti
Il vicepremier Matteo Salvini a Pratica di Mare accoglie 51 migranti (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - «Mentre il Governo italiano, a Pratica di Mare, accoglie ufficialmente 51 immigrati che scappano davvero dalla guerra, a Bruxelles i parlamentari europei del Ppe e del Pse corrono per andare a pranzo e in Aula e fanno mancare il quorum per istituire i 'visti umanitari' (cioè i 'corridoi umanitari' che tanto desideravano)». Per Matteo Salvini «è l'ennesima ipocrisia di un'Europa incapace di affrontare i problemi e che non può dare lezioni all'Italia. Noi tiriamo dritto. E passiamo dalle parole ai fatti». Parole pesanti, quelle del leader leghista, che si è recato allo scalo militare di Roma per salutare l'arrivo di 51 richiedenti asilo e mandare un chiaro messaggio all'Ue.

La promessa: «In un anno l'Italia tornerà un Paese normale»
Salvini ha poi mandato un messaggio all'Italia. Quasi una promessa: «Se riusciremo a tenere questi trend di arrivi nell'arco di un anno l'Italia tornerà ad essere un paese normale». Salvini ha quindi spiegato che le politiche che il Viminale intende adottare sono quelle di proseguire nella chiusura, già avviata, dei grandi centri di permanenza per migranti, dislocandoli, invece, in realtà sempre più piccole. Lo stesso ministro ha poi proseguito, tornando a polemizzare con l'Europa. «In cinque mesi ho trovato ascolto zero dall'Unione europea che non rispetta gli accordi. Pensate solo che si erano impegnati a ricollocare trentamila persone ed ad oggi sono ancora tutte qua. Se avessi dovuto aspettare l'ok di Bruxelles stavamo qui ancora ad attendere».

Lo scontro con l'Unhcr
Ma proprio al suo arrivo a Pratica di Mare la portavoce per l'Italia dell'Unhcr, Carlotta Sami, ha additato il vicepremier come uno dei responsabili della "emergenza Mediterraneo": «Bloccare le barche in mare non è una soluzione perché quelli che vi sono a bordo sono persone che scappano perché continuano a vivere in Libia in situazioni terribili». La stessa rappresentante dell'organismo Onu per i rifugiati ha poi ricordato che «chi mette piede in modo irregolare per chiedere asilo in un altro Paese non sta commettendo nessun crimine e su questo - ha sottolineato - la Convenzione di Ginevra è molto chiara». Da qui il suo invito a tenere aperti i canali umanitari da parte dei Paesi più ricchi.

La situazione libica e i canali sicuri
Sami ha poi fatto il punto sulla situazione soprattutto dalla Libia. «Siamo riusciti ad evacuare» ha detto ai giornalisti «circa 2.300 persone dai centri di detenzione di quel paese e 1.300 sono già stati portati in paesi sicuri, ma dobbiamo riuscire a fare di più» ha auspicato «perché il numero delle persone da evacuare non è altissimo, ma parliamo di casi di estrema urgenza ed emergenza: 4-5mila persone che sono letteralmente nella situazione di vita o di morte». Infine, un messaggio al governo Conte: «Iniziative come quella di oggi spero che possano essere continuate dall'Italia, occorre aprire canali legali e sicuri perchè è l'unico modo» ha concluso «per contrastare i trafficanti di esseri umani».