15 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

Fermato l'italiano che avrebbe rifornito di droga Desirée e il branco che l'ha uccisa

Dopo settimane di ricerche l'hanno trovato. Si chiama Marco Mancini il 36enne romano che avrebbe fornito la droga alla 16enne

La 16enne Desirée Mariottini, uccisa a San Lorenzo
La 16enne Desirée Mariottini, uccisa a San Lorenzo (ANSA)

ROMA - Dopo settimane di ricerche l'hanno trovato. Si chiama Marco Mancini il 36enne romano che avrebbe fornito la droga a Desirée Mariottini, la giovane stuprata e uccisa a San Lorenzo da un branco di pusher irregolari. Le indagini degli inquirenti si erano spostate su di lui dopo l’individuazione dei responsabili dello stupro di gruppo perché ritenevano che avesse rifornito lui gli spacciatori africani con gli psicofarmaci utilizzati per abusare della ragazzina. Mancini avrebbe ceduto cocaina, eroina e psicofarmaci con effetti psicotropi contenenti quetiapina ai frequentatori dello stabile abbandonato di via Dei Lucani 22.

Fermato al Pigneto
Mancini è stato rintracciato alla fermata della metropolitana linea C del Pigneto. L’uomo è stato perquisito e gli sono trovate e sequestrate 12 dosi di cocaina e e psicofarmaci di vario genere. Secondo gli inquirenti è abituato a spacciare sostanze anche a chi frequenta i locali nel quartiere San Lorenzo, compresi minorenni. Sempre secondo gli investigatori, Mancini frequentava da poco la piazza di San Lorenzo e nel dettaglio l’edificio di via dei Lucani. Secondo alcune testimonianze sarebbe stato anche coinvolto in una rissa con altri spacciatori pochi giorni prima dell’aggressione.

L'autopsia
L’autopsia sul corpo di Desirée intanto ha accertato che alla 16enne di Cisterna di Latina era stato dato un mix di psicofarmaci per patologie come bipolarismo e schizofrenia: Quentiax, Tolep, Aliprazolo Focus e, prima ancora, Tranquilit. E chi gliele ha fornite sapeva perfettamente che quella miscela avrebbe potuto ucciderla. Desirée, in crisi di astinenza da eroina, aveva ingoiato tutto, assumendo anche gocce di metadone. Le ore successive sono passate fra abusi sessuali e una lenta agonia. In carcere adesso ci sono i due senegalesi Mamadou Gara e Brian Minteh e il nigeriano Chima Alinno, rispettivamente Paco, Ibrahim e Sisco, accusati insieme al gambiano Yusif Salia (Youssef), fermato a Foggia, di aver drogato, ucciso e violentato la ragazzina trovata morta nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 ottobre.