14 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Due anni e 8 miliardi: quanto tempo e denaro buttati a fare e disfare «Casa Italia»

L'accusa dell'ex premier: «Hanno chiuso la struttura di missione per fare il condono». Ma in due anni sono stati investiti solo 8 miliardi dei 25 promessi
Era il 25 agosto 2016. Renzi con i ministri Madia e Delrio annunciava «Casa Italia»
Era il 25 agosto 2016. Renzi con i ministri Madia e Delrio annunciava «Casa Italia» (Tiberio Barchielli | ANSA)

ROMA - Il Governo Conte sopprime «Casa Italia», il dipartimento del progetto per la promozione e prevenzione della sicurezza in caso di rischio sismico, voluto dai Governi Renzi-Gentiloni. Titolavano così, intorno allo scorso 9 luglio, praticamente tutti gli organi di informazione, mettendo in risalto la decisione del governo Conte di non rifinanziare il Dipartimento che il governo Gentiloni aveva creato, dopo che il precedente governo Renzi lo aveva promosso, per promuovere la sicurezza del Paese in caso di rischi naturali. Il suo compito: «Sviluppare, ottimizzare ed integrare» come si legge ancora oggi sul sito www.casaitalia.governo.it «strumenti destinati alla cura e alla valorizzazione del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo».

Cosa ha fatto Casa Italia
Una mappa geolocalizzata pubblicata sul sito mostra i 468 interventi finanziati dal Dipartimento Casa Italia nei comuni presenti nella zona a rischio sismico 1. Niente interventi strutturali, ma «verifiche di valutazione del rischio sismico e progettazione di eventuali interventi di adeguamento» in dieci regioni - Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria - per un totale di 185 comuni. Il "Rapporto sulla promozione della sicurezza dai rischi naturali del patrimonio abitativo", di fatto un rapporto di «riflessione e analisi» fatto dai componenti e dagli esperti della Struttura di Missione di Casa Italia costituita successivamente ai terremoti che hanno colpito Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria nel 2016 e 2017. Quindi la mappa dei rischi naturali dei comuni italiani realizzata attraverso l'integrazione delle informazioni e dei dati provenienti dalle banche dati di ISTAT, INGV, ISPRA, MIBACT, Protezione civile, Agenzia per la coesione territoriale e MATTM. Obiettivo: «Costruire una piattaforma informativa accessibile e utile al cittadino, alle amministrazioni locali e nazionali che, attraverso la raccolta dei dati ed informazioni, permetta una visione sufficientemente omogenea e integrata dei rischi naturali che insistono sul territorio italiano».

Quindi, cos'è Casa Italia?
Compiti di casa Italia erano quelli di coordinare gli attori istituzionali; elaborare linee guida per la promozione della sicurezza e per la valorizzazione del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo; individuare il fabbisogno di dati e informazioni rilevanti per le finalità di cura e valorizzazione del territorio e del patrimonio abitativo; promuovere il coordinamento delle fonti informative esistenti e la loro accessibilità; monitorare l'andamento degli investimenti pubblici nel settore di competenza; individuare le forme di finanziamento più adeguate per ridurre la pericolosità, la vulnerabilità e l'esposizione, a fronte di rischi naturali, del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo e proporre misure di coordinamento e semplificazione dei diversi strumenti di finanziamento esistenti; elaborare proposte e gestire progetti per il perseguimento delle sue finalità; promuovere attività di formazione e informazione nelle materie di competenza.

Le polemiche intorno a Casa Italia
Non c'è organo di stampa che oggi non racconti Casa Italia come un progetto «voluto» da Renzo Piano. «L'Italia piange decine di morti. Salvini dà la colpa ‘all’ambientalismo da salotto', io credo invece che sia responsabilità dell’abusivismo edilizio. Chiedo al Governo di smettere con le polemiche e recuperare subito il progetto Casa Italia di Renzo Piano. È stata la prima cosa cancellata da Lega e Cinque Stelle: ripensateci. No ai condoni, sì a Casa Italia». Parole chiare, quelle di Matteo Renzi, che su Facebook ha risposto così a Matteo Salvini che aveva attaccato i precedenti governi: «Troppi anni di incuria e malinteso ambientalismo da salotto che non ti fanno toccare l'albero nell'alveo ecco che l'alberello ti presenta il conto». Ma, di fatto, in due anni di attività il tanto decantato piano Casa Italia aveva prodotto tanti studi, molti monitoraggi, ma pochi interventi strutturali.

Alcuni numeri di Casa Italia
Dieci cantieri pilota. Casa Italia è partita così, con dieci interventi «spot» per «sensibilizzare i territori ad intervenire sulla messa in sicurezza antisismica di edifici pubblici esistenti, in Comuni scelti su tutto il territorio nazionale». Più un think tank che una vera struttura di missione, tanto che degli ormai famosi 850 miliardi di euro che servirebbero al Paese per il solo adeguamento sismico (i numeri sono proprio di Casa Italia) e i 25 miliardi necessari per la riqualificazione antisismica degli edifici nei soli 648 Comuni esposti a maggior rischio ne furono stanziati appena 8. Altro che «progetto faraonico» (cit. Renzi, agosto 2016) per mettere in sicurezza il Paese. «Se il progetto avesse sviluppato un seguito, non ci sarebbe stato motivo, per la Presidenza del Consiglio dei ministri, di avocare a sé il dipartimento istituito ad hoc» il commento più gettonato tra gli esponenti del Movimento 5 stelle al momento della «chiusura» di Casa Italia. Una storia che viene da lontano, con il M5s che non ha mai apprezzato la macchina di recupero, adeguamento e prevenzione sismica, così come pensata da Renzi e Gentiloni. E ora toccherà proprio al governo Conte dare vita a una nuova cabina di regia. Ma intanto l'Italia - scegliete voi se per "colpa" dei precedenti governi Pd o di questo del Cambiamento - ha perso altri due anni.