16 novembre 2018
Aggiornato 00:00

Omicidio Desirée: fermato a Foggia un quarto uomo. Aveva 10 kg di marijuana

Si tratta di un giovane gambiano. Intanto sabato mattina nel carcere romano di Regina Coeli gli interrogatori di garanzia per gli altri fermati
Polizia scientifica dove è stato ritrovato il corpo di Desiree, Roma, 26 ottobre 2018
Polizia scientifica dove è stato ritrovato il corpo di Desiree, Roma, 26 ottobre 2018 (Massimo Percossi | ANSA)

FOGGIA - La Squadra Mobile di Foggia ha arrestato il presunto quarto uomo che sarebbe coinvolto nella morte di Desirèe, la sedicenne uccisa in un edificio dismesso nel quartiere di San Lorenzo a Roma. Si tratterebbe di un giovane gambiano di nome Youssuf fermato nella periferia del capoluogo dauno. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti per capire il ruolo che ha avuto nella vicenda. Il cittadino del Gambia sospettato di essere il quarto uomo implicato nella morte di Desiree Mariottini era in possesso di circa dieci chilogrammi di marijuana. Secondo fonti investigative, lo stupefacente era nella baracca dove è stato trovato l'uomo nella baraccopoli che circonda il Cara - Centro richiedenti Asilo politico di Borgo Mezzanone. L'uomo è stato trovato in possesso anche di una pistola giocattolo, di metadone e di qualche grammo di hascisc. All'arrivo delle forze dell'ordine si è barricato nella baracca ed è stato necessario sfondare la porta per arrestarlo.

Gli interrogatori
Sono intanto previsti per sabato mattina, nel carcere di Regina Coeli, gli interrogatori di convalida e garanzia degli immigrati fermati in relazione alla morte dell’adolescente. L’atto istruttorio si svolgerà davanti al giudice delle indagini preliminari Maria Paola Tomaselli. La Procura, con il pm Federico Pizza, contesta i reati di omicidio, violenza sessuale e cessione di stupefacenti. Stamane poi il legale di fiducia della mamma di Desiree, l’avvocato Valerio Masci, ha avuto un incontro con il pm. «L’unica cosa certa è che Desirée è morta e che era una ragazza sempre seguita dalla famiglia, in particolare dalla madre e dalla nonna che l’avevano cresciuta», ha detto il penalista lasciando gli uffici della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. 

Il racconto del legale della famiglia
«Mercoledì la giovane aveva chiamato la nonna raccontandole di aver perso l’autobus e aggiungendo che avrebbe passato la notte da un’amica. La telefonata era però arrivata da un’utenza privata, una circostanza che ha insospettito e messo in allarme la nonna e la madre, che si sono messe subito alla ricerca della giovane a Latina e a Cisterna, ma senza risultati». Quando è stato possibile «abbiamo presentato una denuncia di scomparsa ai carabinieri. Ma l’unica notizia arrivata alla famiglia è stata poi quella della morte e del ritrovamento del corpo nella mattinata di venerdì dopo una telefonata che, alle 4 di mattina, richiedeva l’intervento del 118».