16 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

Scoperte banche «clandestine» tra Italia e Marocco

Smantellata dalla Guardia di Finanza un'organizzazione italo-marocchina specializzata nel riciclaggio di denaro

Scoperte banche «clandestine» tra Italia e Marocco
Scoperte banche «clandestine» tra Italia e Marocco (ANSA)

FIRENZE - Smantellata dalla Guardia di Finanza di Firenze un'organizzazione italo-marocchina specializzata nel riciclaggio di denaro: scoperte due banche abusive che in un anno hanno movimentato oltre 5 milioni di euro. Sono inoltre 23 le persone indagate per riciclaggio e abusiva attività finanziaria, 9 quelle arrestate e 5 quelle sottoposte a misure coercitive. L'operazione Nemesi è scattata stamattina: oltre 130 militari del comando provinciale della guardia di finanza di Firenze hanno dato esecuzione a un'ordinanza di misure cautelari personali disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo toscano, Anna Donatella Liguori, su richiesta della Procura diretta dal procuratore Giuseppe Creazzo, nei confronti di 14 soggetti.

Il blitz
Sette persone sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari e cinque è stato prescritto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti appartenengono a due gruppi criminali, «strutturati per l'esercizio abusivo dell'attività finanziaria con carattere di transnazionalità e il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, in particolare da delitti di spaccio di stupefacenti».

Le indagini
Le indagini, svolte dal gruppo tutela mercato capitali del nucleo di Polizia economico finanziaria di Firenze sotto la direzione del sostituto procuratore Ester Nocera, hanno preso avvio dall'analisi di flussi finanziari dopo numerose segnalazioni di operazioni sospette: così sono stati scoperti due gruppi organizzati, che raccoglievano e trasferivano somme di denaro tra l'Italia e il Marocco. In particolare, le indagini delle fiamme gialle fiorentine hanno rivelato l'esistenza di due vere e proprie banche abusive con sportelli in esercizi commerciali del Centro storico di Firenze: la prima era gestita da due fratelli, più un collaboratore, e la seconda da altri tre persone, di origine marocchina. I gruppi, tra il 2017 e il 2018, sono stati in grado di trasferire illecitamente somme di denaro, di origine delittuosa, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro.

Le operazioni bancarie clandestine
Gli approfondimenti investigativi, con intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video, accertamenti patrimoniali, hanno ricostruito cosa succedeva negli sportelli bancari abusivi dell'organizzazione: era possibile ottenere diversi servizi finanziari, tra i quali prestiti, altri tipi di finanziamento e, soprattutto, depositare e trasferire somme di denaro verso il paese di origine degli indagati. Le indagini hanno accertato che alcune operazioni bancarie si svolgevano anche in punti di ritrovo nei quartieri di Campo di Marte e Gavinana-Galluzzo. Tutto, ovviamente «senza impiegare i canali del sistema bancario e finanziario di trasferimento, così come previsto dalla normativa, ma avvalendosi di altri sistemi di comunicazione»: usando whatsapp bastava, per esempio, inviare l'immagine fotografica di un'attestazione della somma di denaro che doveva essere consegnata al beneficiario in Marocco e i funzionari delle filiali nord-africane provvedevano a consegnare, sul posto, al destinatario il bonifico a suo favore effettuato dall'Italia. I gruppi criminali trattenevano commissioni bancarie pari a circa al 20% dell'importo trasferito.