20 ottobre 2018
Aggiornato 07:30

La consigliera Pd vota contro l'aborto. E il suo partito impazzisce...

Carla Padovani, capogruppo piddina al Consiglio comunale di Verona, approva la mozione della Lega a favore della vita. E i dirigenti nazionali vanno in agitazione
L'ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando, del Partito democratico
L'ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando, del Partito democratico (Alessandro Di Meo | ANSA)

VERONA – La mozione anti-abortista del Consiglio comunale di Verona agita il Pd. Il voto che la capogruppo del partito in Comune ha dato a favore della mozione presentata dalla Lega, che dichiara la città scaligera «a favore della vita» e sostiene iniziative contro l'aborto, provoca la reazione dei vertici democratici. Andrea Orlando arriva a chiedere l'espulsione di Carla Padovani: una misura che comunque probabilmente non arriverà, come ammette lo stesso ex ministro della Giustizia su Twitter («Non succederà niente»). Orlando è stato il più duro sulla vicenda: «Io credo che gli organismi di garanzia, secondo le regole previste dallo statuto, debbano avviare le procedure per l'espulsione dal partito della capogruppo del comune di Verona. Il suo voto è in contrasto con i valori fondamentali del Pd e contro decenni di lotte delle donne».

Le reazioni nel partito
Barbara Pollastrini ha parlato di fatto che «non deve ripetersi», spiegando: «Io penso che (la Padovani, ndr) dovrebbe chiedere scusa. Evidentemente non ha la consapevolezza del proprio ruolo di rappresentante del Partito democratico. La sua scelta è lontana dalla cultura delle donne, dei progressisti e del Pd». Ma contro la capogruppo Pd a Verona si scagliano anche Valeria Fedeli e Valeria Rotta e il responsabile pari opportunità del partito Andrea Catizone: «Dispiace ed è inaccettabile – dice Catizone – che la capogruppo del Pd, Carla Padovani, si sia prestata a questo gioco. L'unico atto comprensibile in questo momento sono le sue dimissioni».

La difesa della consigliera
La Padovani sceglie Tg2000 per replicare alle accuse. Spiega di avere votato secondo «coscienza» e aggiunge: «Non mi aspettavo tutte queste polemiche. Sull'aborto è un fatto di coscienza. Il codice etico del Pd del 2008 parla all'articolo 2 di libertà di coscienza. La difesa della vita è un valore universale». Il tema del voto di coscienza probabilmente pesa anche nelle valutazioni del vertice Pd. Quando il segretario Maurizio Martina affronta la vicenda, infatti, non fa cenno a misure nei confronti della Padovani e si limita a ribadire la linea del partito sull'aborto. «Con chiarezza: la legge 194 a difesa delle donne e della maternità consapevole non si tocca. Chi vuole ricacciare il paese nel passato degli aborti clandestini deve sapere che tutto il Pd si è battuto e si batterà sempre per difendere questa conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne. Non può esserci nessuna ambiguità su questo punto».