16 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Savona torna protagonista del governo: sarà il nuovo ministro dell'Economia?

Bocciato da Mattarella a maggio, l'economista sardo è rimasto punto di riferimento economico per Lega e M5s. Tanto che c'è chi sogna di sostituire Tria
Il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, ospite del programma Mezz'ora in più su Rai3
Il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, ospite del programma Mezz'ora in più su Rai3 (Massimo Percossi | ANSA)

ROMA – Nelle stesse ore in cui il ministro dell'Economia Giovanni Tria veniva rimandato a Roma dal Lussemburgo, respinto dalle reazioni dell'Eurogruppo alla manovra finanziaria italiana, il suo collega agli Affari europei Paolo Savona saliva su un aereo in direzione opposta, che dall'Italia lo portava a Strasburgo, dove sta incontrando il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani e i deputati di tutti i partiti. Questa simbolica staffetta europea dei due ministri potrebbe essere solo una coincidenza, o forse no. Come (certamente) non è un caso se proprio Savona è stato scelto per illustrare il Def agli europarlamentari.

La stima dei partiti
L'82enne economista cagliaritano, infatti, ha messo molto del suo nel documento economico e finanziario del governo Conte. E lo conferma il fatto che, negli ultimi giorni, abbia dato voce a cifre leggermente diverse da quelle espresse dal suo collega Tria: quest'ultimo ha parlato di una crescita dell'1,6% nel 2019 e del 2,5% nel 2020, mentre Savona ha scommesso rispettivamente sul 2% e sul 2,5%. Più ottimismo rispetto al titolare di via XX settembre, dunque, ma anche calcoli diversi, che confermano quanto il professore sardo resti comunque un importante punto di riferimento per la politica economica della maggioranza gialloverde. «In fondo la prima scelta era lui – ricorda un esponente del governo rimasto anonimo ai microfoni del Corriere della Sera – Savona ha quasi sessant'anni di esperienza, è normale che abbia un peso forte».

Il Tesoro passa di mano?
Già, nei giorni febbrili della formazione del governo Conte, nel maggio scorso, proprio lui fu indicato come ministro dell'Economia, salvo poi essere bocciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che temeva che avrebbe portato l'Italia fuori dall'euro. In realtà, il suo resta solo un famigerato «piano B», nel caso in cui l'eurozona collassasse. Eppure, benché Lega e M5s alla fine abbiano accettato di non accasarlo al Mef, non hanno perso la grande stima nei confronti di Savona, incaricandolo di fatto di vigilare su Tria e di tenere le fila della legge di Bilancio, quasi come un ministro ombra. Per ora una vera e propria sostituzione non è all'ordine del giorno, ma le voci di palazzo finite sui giornali non la escludono affatto: «Magari potessimo sostituire il ministro del Tesoro con quello degli Affari europei», ammettono al Corriere della Sera fonti del M5s...