12 luglio 2020
Aggiornato 19:00
Fisco

L'imprenditore: «O si fa la pace fiscale, o chiuderanno migliaia di aziende»

Roberto Busco racconta il suo calvario al DiariodelWeb.it: «Milioni di contenziosi per redditi presunti. E conosco altre 30 mila aziende in questa situazione»

Roberto Busco, imprenditore, lei ha fatto pubblicare una pagina su diversi quotidiani in cui sostiene che la pace fiscale non sia, come sostengono molti, un regalo agli evasori. Al contrario, lei dice che va approvata con urgenza perché ci sono a rischio migliaia di aziende.
Esatto. Per me non è una questione di quel genere, perché mi ritrovo da pagare delle tasse presunte, e ne ho la dimostrazione.

In che senso presunte?
Per esempio, esiste una legge sulle società di comodo e in perdita sistematica. Vengono stabiliti degli studi di settore in base al capitale investito dalla società, quindi ai macchinari, agli immobili... Su quella base, lo Stato sostiene che tu debba guadagnare una certa cifra. Se per tre anni il reddito denunciato non corrisponde, automaticamente viene imposto quello presunto. E intanto bisogna pagarlo. Si può fare un interpello, che viene sempre respinto, e si inizia il calvario delle commissioni tributarie di primo grado, secondo grado e cassazione.

Pagando, naturalmente, avvocati e spese legali.
Io avevo un contenzioso, iniziato nel 1998 per una società che tra l'altro era di mio padre, che si è concluso a marzo di quest'anno: è durato vent'anni. Abbiamo vinto in primo grado, in secondo, poi è arrivata la Cassazione, che nemmeno ci aspettavamo, perché l'azienda chiuse nel 2007, quando morì mio padre. Ho vinto, ma con il senno di poi ho speso talmente tanto in avvocati che mi sarebbe convenuto pagare gli 8 mila euro fin dall'inizio. Ma la stessa identica situazione ce l'ho per redditi presunti per due milioni di euro. E poi ne ho un'altra ancora...

Mi faccia capire, ma è lei particolarmente sfortunato o conosce altri suoi colleghi nelle stesse condizioni?
Guardi, su Facebook abbiamo già ricevuto 30 mila contatti, tutti con risposte simili, dai piccoli negozi alle officine. Se io ho milioni di contenzioso, non dormo la notte e alla domenica sto male, ma quello a cui mancano diecimila euro per pagare le tasse si sente sulla stessa lo stesso macigno. Io, addirittura, oserei dire che ci sono abituato: dopo dodici anni che vado avanti così... Ma le mie vicissitudini sono nate, e non voglio entrare nel merito, a causa di un mancato pagamento di molti milioni da parte di un ente pubblico. Lì ho cominciato a non riuscire a pagare in tempo l'Iva o i contributi, e mi sono beccato le sanzioni civili, poi il penale.

Lei ha usato un termine pesante: ha paragonato queste norme addirittura alle leggi naziste.
Sono la stessa cosa: una tortura continua, che porta anche alla morte. Quanta gente si è suicidata? Io non mi vergogno, alzo la voce, batto i pugni e credo di difendere tantissime persone.

La pace fiscale serve ora per azzerare la situazione, ma poi ci vorrà anche una profonda riforma del fisco.
Se no siamo daccapo. Proprio stamattina mi sono accorto di non aver pagato tre cartelle, all'incirca da tremila euro ciascuna, che scadevano il 22: in questi giorni, nel caos per preparare le pagine di giornale e la trasmissione televisiva, mi è sfuggito. Non avendo pagato in tempo, incorrerò in sedicimila euro di sanzione per ciascuna, ovvero quasi 50 mila euro in totale. Per un ritardo di qualche giorno su poche migliaia di euro.

Somiglia tanto a un'estorsione...
Questa è usura. Io sono molto combattivo, ma mi sono trovato molto in difficoltà, talmente tanto da non avere più i soldi per pagare il leasing della macchina. Mi hanno portato via anche quella, e io per dieci mesi sono andato in giro con uno dei camion dell'azienda, anche per portare a scuola i miei figli. Si può arrivare a questo punto? Se uno è debole di cuore gli prende un infarto, o comunque gli prendono pensieri lugubri.

No, meglio che continui a combattere, dottor Busco, mi raccomando.
La mia vita negli ultimi anni è stata questa. Quando entri in quel vortice, paghi, paghi, paghi... A fine giugno ho pagato quasi 80 mila euro, a fine luglio 66 mila...

Quindi lei non è uno che non paga.
Assolutamente. Per quasi tutto il 2016 ho pagato dai 55 ai 65 mila euro al mese a Equitalia. Ho prosciugato quasi tutti i magazzini dell'azienda, non abbiamo quasi più le materie prime per lavorare. E, siccome non ho paura di niente, ho fatto causa a quasi tutte le banche: non ho più un filo di credito, però ho avuto sconti fino all'87%, purché non le denunciassi per usura. Perché, quando uno si trova in difficoltà, le banche sono arrivate al 36% d'interesse. Allora vuol dire che hanno la coscienza sporca...

Ho l'impressione che, in quell'ambiente, il più pulito ha la rogna.
Insomma, o arriva la pace fiscale, o comunque chiudo, perché non potrò mai arrivare a pari. Ho una cartella del 2011 da 795 mila euro, comprese già le sanzioni e gli interessi. Ho cominciato a pagarla a rate, in questi anni, e ho pagato 195 mila euro. Intanto la cartella è arrivata a 810 mila.

Man mano che pagava, invece di diminuire, è aumentata?
Ti tengono legato, qualsiasi cosa fai.

Sembra veramente di sentire le storie degli strozzini.
Sono le stesse cose. Il problema vero è che anche all'Agenzia delle Entrate o a Equitalia, di cui tutti parlano male, ci sono delle persone. Ma loro hanno ricevuto quegli ordini.

Parte tutto dallo Stato centrale.
E loro rischiano un'indagine penale se non procedono con le richieste di pagamento. Non si può andare avanti così.