22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Immigrazione

Medici Senza Frontiere contro Salvini: "Criminalizzazione dell'immigrazione, nessun interesse per la vita"

MSF esprime “profonda preoccupazione" per le misure presentate nel Decreto sicurezza e immigrazione

Migranti soccorsi nel Canale di Sicilia da Medici Senza Frontiere
Migranti soccorsi nel Canale di Sicilia da Medici Senza Frontiere ANSA

ROMA - Il "decreto Salvini" è stato votato in Cdm all'unanimità. Ma da settimane non mancano le critiche, a partire dal mondo cattolico, vedi soprattutto Cei, e da quello dell'associazionismo. L’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) esprime, con una nota, «profonda preoccupazione» per le misure presentate nel Decreto sicurezza e immigrazione, e per il "drammatico impatto" che rischiano secondo loro di avere sulla vita e la salute di migliaia di persone oggi presenti sul territorio italiano. MSF critica fortemente il modo in cui il decreto sembrerebbe essere orientato a smantellare ulteriormente il sistema di accoglienza italiano, "già fragile e precario", a prolungare la detenzione amministrativa di persone "che non hanno commesso alcun crimine", e a ridurre le protezioni attualmente disponibili "per persone vulnerabili».

I non rifugiati che hanno bisogno di cure mediche
«Quello che vediamo nel nuovo decreto è un ulteriore passo nelle politiche migratorie repressive del governo italiano, volte a un indiscriminato arresto dei flussi e alla criminalizzazione della migrazione, in mare e in terra, e senza alcun interesse per la vita, la salute e la dignità di migliaia di uomini, donne e bambini» dichiara Anne Garella, capomissione MSF in Italia. Ogni giorno, spiega, i medici, gli psicologi e gli infermieri di MSF in Italia curano le ferite fisiche e psicologiche di decine di persone che pur non rientrando nella categoria di rifugiato presentano importanti bisogni medici sviluppati in seguito a traumi e torture nel loro paese di origine o nel loro transito attraverso paesi come la Libia. «Attendiamo di conoscere in modo più preciso i criteri di assegnazione del nuovo permesso di soggiorno per cure mediche, nella preoccupazione che rischino di essere escluse e lasciate in condizioni di marginalità persone che soffrono di problemi di salute con sintomi non facilmente riconoscibili. Molti di questi pazienti li vediamo ogni giorno nel centro MSF per vittime di tortura e in altri luoghi in Italia» continua Garella.

Meno servizi?
MSF si dice inoltre preoccupata per le disposizioni del Decreto sul superamento del sistema di protezione per richiedenti asilo, il cosiddetto Sprar, a favore della moltiplicazione di centri collettivi di più ampie dimensioni che, a detta loro, offrono minori servizi e possono avere un maggior impatto sulla salute fisica e psicologica di persone già vulnerabili. Per molti anni MSF ha lavorato in centri di accoglienza secondaria, i Cas, in Italia e l'associazione sostiene di aver "ampiamente documentato" come la permanenza prolungata all’interno di queste strutture contribuisca a deteriorare la salute mentale di persone già traumatizzate, riducendo "drasticamente" la loro possibilità di integrazione sociale "con un impatto estremamente negativo sul loro percorso terapeutico".

"Italia sta girando le spalle a chi ha disperato bisogno di protezione»
Con queste misure, l’Italia "sta girando le spalle a chi ha disperato bisogno di protezione e assistenza» attacca la dott.ssa Claudia Lodesani, presidente di MSF Italia. «Le politiche di accoglienza dovrebbero essere orientate a ridurre la sofferenza e a facilitare l’integrazione, non a criminalizzare e rendere ancora più vulnerabili persone che hanno un disperato bisogno di aiuto. Ma oggi il governo concentra tutti i suoi sforzi nello smantellare il sistema di assistenza e di soccorso dei migranti, come dimostra anche l’ultimo tentativo di fermare Aquarius, l’unica nave umanitaria rimasta a salvare vite nel Mediteranno centrale».