21 marzo 2019
Aggiornato 20:30
Governo Conte

C'è poco da scandalizzarsi: Casalino ha ragione (nonostante le parolacce)

I toni non saranno piaciuti, ma i contenuti dello sfogo rubato al portavoce del premier sono condivisibili: in Italia i burocrati hanno più potere dei ministri

Il portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino
Il portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino

ROMA – Non appena il messaggio WhatsApp privato che aveva inviato a un giornalista è stato reso pubblico, su Rocco Casalino si è sollevato lo scandalo. La maggioranza delle voci ha stigmatizzato gli epiteti, ben poco educati, utilizzati dall'ex Grande Fratello: non sta bene, in effetti, che un portavoce del premier si rivolga ai tecnici del ministero dell'Economia definendoli «pezzi di m...». Beninteso, noi siamo assolutamente certi che, se andassimo ad origliare dal buco della serratura tutte le conversazioni riservate di chi lo critica, sentiremmo pronunciare solo frasi che rispettano rigorosamente i dettami dell'Accademia della Crusca e del Galateo di Monsignor Della Casa. Semmai, ci piacerebbe sapere perché questi gelosi custodi dell'etica e della moralità pubbliche non abbiano alzato un sopracciglio per la violazione del segreto sulle fonti, che fino a prova contraria un giornalista sarebbe deontologicamente tenuto a proteggere. Ma passi.

Una scomoda verità
Almeno per una volta, vorremmo provare a guardare la luna e non il dito. Ovvero, vorremmo evitare di soffermarci ipocritamente sui toni, per concentrarci invece sui contenuti. Se così facessimo, ci renderemmo conto non solo che Casalino ha ragione, ma che ha addirittura sostenuto un fatto ovvio e scontato per chiunque conosca, anche solo superficialmente, il funzionamento della macchina dello Stato. Il capo ufficio stampa di palazzo Chigi, in sostanza, dice una cosa molto semplice: che il vero potere, all'interno dei ministeri, è in mano alla burocrazia. Perché i ministri passano, mentre i tecnici, i funzionari, i mandarini rimangono, governo dopo governo, e siccome la legge blinda a doppia mandata il posto di lavoro di qualsiasi dipendente pubblico, mandarli a casa è praticamente impossibile. Così, quando il colore della maggioranza cambia, c'è sempre lì un dirigente di turno pronto ad accogliere, dall'alto della sua esperienza, il nuovo titolare del dicastero, a condizionarne la politica e addirittura a paralizzarla, qualora sia in contrasto con i suoi interessi o con quelli di chissà quale lobby che lui sostiene. C'è però un piccolo dettaglio: che il programma di governo viene votato dal popolo italiano, mentre i burocrati non sono eletti, dunque non devono rendere conto a nessuno. Per questo, se Casalino auspica, anche con forza, di sostituire i piani alti del Mef con uomini di fiducia dell'attuale esecutivo, sta affermando un modus operandi che in molte altre democrazie occidentali è semplice normalità. Si chiama buonsenso, non spoil system e, figuriamoci, nemmeno epurazione: un termine sempre molto in voga, per via del retrogusto vagamente fascista che evoca.

L'ultimo bersaglio
Vedendo la tempesta che ha scatenato questa banale considerazione, dunque, verrebbe da dare ragione a Casalino anche quando sostiene che i tentativi di cambiamento che stanno portando avanti i gialloverdi forse a qualcuno un po' di fastidio effettivamente lo danno. E siamo pronti ad esporci al rischio di essere accusati di complottismo, se mettiamo in correlazione questi attacchi con quelli sferrati qualche giorno fa da l'Espresso, che si stracciava le vesti per il «super-stipendio» del portavoce, salvo poi scoprire che è esattamente identico a quello del suo predecessore. Peccato che, a dispetto di tutta la canea, il messaggio che Casalino voleva recapitare sia comunque, ne siamo convinti, arrivato al destinatario. Anzi, vista tutta l'eco mediatica che le sue parole hanno suscitato, i cittadini hanno compreso ancor più chiaramente con quanta energia il governo stia portando avanti i suoi progetti per il reddito di cittadinanza. E i dipendenti del ministero dell'Economia hanno ricevuto con ancora maggior forza l'avvertimento ad allinearsi al contratto programmatico voluto dagli italiani. Così funziona la comunicazione...