19 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Reddito di cittadinanza

Il M5s cambia il reddito di cittadinanza per avere l'ok della Lega

Il ministro dell'Economia Tria cita una vecchia proposta di legge che prevedeva di estendere la misura anche agli stranieri. Ma Di Maio smentisce seccamente

I vice premier e ministri Luigi di Maio e Matteo Salvini, nel corso del question time alla Camera dei Deputati
I vice premier e ministri Luigi di Maio e Matteo Salvini, nel corso del question time alla Camera dei Deputati ANSA

ROMA – Il reddito di cittadinanza verrà dato anche agli stranieri? Il ministro dell'economia, Giovanni Tria, rispondendo al question time in Senato, ha citato un progetto di legge di M5S, presentato la scorsa legislatura, che prevedeva «uno schema di reddito minimo» cui «potessero accedere cittadini italiani o dell'Unione europea residenti su territorio nazionale. Per quanto concerne cittadini di Paesi terzi – ha ricordato – condizionava la fruibilità del sostegno al fatto che i rispettivi paesi di origine avessero firmato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con l'Italia». Tria ha premesso che le misure dovranno «essere in linea con l'articolo 3 della Costituzione e con le normative europee» ma ha sottolineato che «la recente giurisprudenza costituzionale nel dichiarare l'illegittimità di alcuni requisiti introdotti dalla legislazione statale e regionale ha peraltro riconosciuto che resta ferma la possibilità che il legislatore individui altri indici di radicamento territoriale e sociale cui subordinare le misure di welfare, in specie il bonus affitti, nei limiti imposti dal principio di non discriminazione e ragionevolezza».

La linea di Di Maio
La versione di un reddito di cittadinanza aperto anche ai non italiani è stata però seccamente smentita dallo stesso Movimento 5 stelle: «È logico che la devi restringere ai cittadini italiani». Così il vicepremier, Luigi Di Maio, in collegamento dalla Cina con Radio1, rispondendo ad una domanda sulla platea del reddito di cittadinanza da inserire in manovra. «Noi abbiamo corretto questa proposta di legge anni fa. È singolare che torni in auge una prima proposta di legge che non è che prevedeva che andasse agli stranieri» ma «non prevedeva ancora la platea, l'abbiamo scritta nel 2014 e si rivolgeva a tutti, ma è chiaro ed evidente che con i flussi migratori che ci sono in Italia è impossibile fare una misura come il reddito di cittadinanza senza sapere quale sia la platea. È logico che la devi restringere ai cittadini italiani. La prima formula era molto vaga e apriva a questa possibilità, ma l'abbiamo corretta nel 2016».

I leghisti danno il via libera
Un aggiustamento che, probabilmente, i pentastellati hanno apportato per garantire il sostegno alla misura degli alleati di governo della Lega: «Sono sicuro che gli amici 5 Stelle stanno studiando una formula del reddito di cittadinanza intelligente che lo limiti ai cittadini italiani», aveva infatti garantito ieri Matteo Salvini lasciando palazzo Grazioli, al termine del vertice di centrodestra. Oggi è in corso invece una riunione di governo a palazzo Chigi per discutere proprio della manovra e della politica economica. Con il presidente del Consiglio il vicepremier Matteo Salvini, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro (che sostituisce l’altro vicepremier Luigi Di Maio impegnato in Cina), il ministro dell’Economia Giovanni Tria, quelle delle Politiche europee Paolo Savona, il ministro degli Esteri Enzo Moavero, i sottosegretari all’Economia Laura Castelli (M5S) e Massimo Garavaglia (Lega).