18 ottobre 2018
Aggiornato 11:00

Il M5s si gioca il tutto per tutto: «Reddito di cittadinanza o andiamo tutti a casa»

Nessuna paura. Dopo Di Maio anche il ministro Fraccaro (Rapporti con il Parlamento) punta tutto sul reddito di cittadinanza: «Se non si farà andremo a casa»
Riccardo Fraccaro e Luigi Di Maio alla Camera
Riccardo Fraccaro e Luigi Di Maio alla Camera (ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Una cosa è certa: non si può dire che il Movimento 5 stelle, in questa fase politiche che guarda alla finanziaria, non abbia le idee chiare. Dopo i 'diktat' di Luigi Di Maio, è il turno di Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, di far capire a chi di dovere che la stella polare della prossima manovra dovrà essere il reddito di cittadinanza. Una «promessa» sulla quale il Movimento 5 stelle si sta giocando il tutto per tutto. «Siamo il governo del cambiamento se non possiamo cambiare le cose meglio andare a casa. Di Maio sta cercando di dare coraggio a tutti i ministri per mantenere le promesse». Ad Agorà il ministro stellato apre addirittura all'ipotesi di sciogliere il governo in caso di fallimento di quello che è stato uno dei punti forti del Movimento in campagna elettorale.

L'obiettivo del M5s e l'ok della Lega 
«L’obiettivo» spiega Fraccaro «è fare in modo che nessun cittadino di buona volontà stia sotto la soglia di povertà che è 780 euro. Se non riusciamo a cambiare le cose meglio andare a casa ma lotteremo fino alla fine. Non siamo disposti a tirare a campare». Ma l'ipotesi di uno scioglimento del governo, al momento, non è neppure sul tavolo. Il Movimento, infatti, in queste ore può farsi forza con l'ok dell'alleato di governo, la Lega di Matteo Salvini, che ha confermato come il reddito di cittadinanza sarà in finanziaria: «Ci sarà» ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, «ma ricordo che le promesse, come detto da Di Maio, devono essere mantenute e non è che dobbiamo fare tutto in un anno. La stessa legge di bilancio è pluriennale. L'importante è che si incominci un sentiero». Poi, la precisazione sulla ratio che sarà adottata: «Il reddito di cittadinanza alimenta la domanda aggregata, ma soprattutto ha un senso perché propedeutico all'inserimento nel mondo del lavoro. La proposta è collegata al rilancio dei centri per l'impiego».

C'è il via libera anche di Conte
A rafforzare ancora di più la posizione del Movimento 5 stelle ieri sono arrivate le parole del premier Giuseppe Conte che, dopo l'incontro con i capigruppo stellati di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, ha confermato la «necessità della riforma del reddito di cittadinanza» che «sarà inserita nella manovra economica». Il tutto per dare una scossa «significativa sul piano sociale, in modo da alleviare la condizione di tutti coloro che vivono in condizione di povertà assoluta». Ora si tratta di trovare la giusta quadra: «Si è trattato del primo di una serie di incontri con i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, che porterò avanti nelle prossime settimane».