22 settembre 2018
Aggiornato 03:30

Così Di Maio vuole salvare l'Industria Italiana Autobus: «Il futuro è Ferrovie»

Il ministro dello Sviluppo economico rivela la manifestazione d'interesse da parte di Fs ad entrare nella compagine societaria, garantendo 444 posti di lavoro

ROMA«Il ministero dello Sviluppo economico ha ricevuto ufficialmente una manifestazione d'interesse da parte di Ferrovie dello Stato ad entrare nella compagine societaria di Industria Italiana Autobus». Lo ha annunciato il vicepremier Luigi Di Maio, in una nota. «Questa azienda – ha spiegato Di Maio – nasce dalla fusione di due stabilimenti, la Breda Menarini e l'Irisbus. Per una serie di ragioni, la costruzione di mille autobus destinati al trasporto locale, era stata delocalizzata in Turchia. Nel frattempo gli operai lavoravano a rischio stipendio e in stabilimenti malfunzionanti».

Obiettivo salvataggio
In campagna elettorale, ha aggiunto il ministro, «avevo promesso di occuparmi di questa crisi. Il lavoro è durato tutta l'estate e stamattina Ferrovie dello Stato si è aggiunto a Finmeccanica-Leonardo, che è già dentro la compagine societaria e ci permetterà, nelle prossime settimane, di cominciare a costruire un percorso. La manifestazione di interesse che oggi abbiamo ricevuto è quella di un'azienda che, attraverso Bus Italia, si occupa già di trasporto pubblico e ha deciso di acquisire un'altra azienda costruttrice di autobus». In questo modo, ha proseguito il ministro, «avremmo un soggetto che fornisce e costruisce servizi di trasporto su autobus facente capo ad un'azienda di Stato, che è Fs. Stiamo già lavorando per arrivare all'obiettivo il prima possibile e rimettere in sesto questa azienda, farla produrre in Italia, sbloccare mille autobus per città e regioni che significa assicurare un trasporto pubblico di qualità», ha concluso Di Maio.

Crisi aperta
Nata dalla fusione della ex Breda Menarini Bus di Bologna con l'ex Irisbus di Flumeri, in provincia di Avellino, l'Industria Italiana Autobus impiega 444 dipendenti (290 nello stabilimento bolognese, 154 in quello avellinese), che ormai da anni rischiavano il loro posto di lavoro perché l'azienda è sull'orlo del fallimento. «La situazione economica aziendale è disastrosa», avrebbe riferito uno degli amministratori, Stefano Rampini, ai sindacati, che hanno riportato le sue parole alle agenzie di stampa, nonostante la società vanti crediti verso la pubblica amministrazione di circa 30 milioni di euro e si sia aggiudicata commesse per circa 260 milioni. Della vertenza Di Maio si era interessato già da tempo, convocando anche un tavolo al Mise, nell'ambito del quale il ministro aveva indicato la disponibilità dell'agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa Invitalia ad entrare nella compagine societaria attraverso le risorse del Fondo imprese Sud, insieme ad un nuovo socio. Che ora potrebbe essere stato individuato proprio in Ferrovie.