15 luglio 2019
Aggiornato 22:30
Sicurezza

Scuole sicure, il piano di Salvini contro gli «spacciatori di morte»

Il ministro dell'Interno ha presentato il piano al Viminale. Il progetto pilota riguarderà 15 città. Ecco di cosa si tratta

ROMA - «Basta venditori di morte davanti alle nostre scuole». Con questo slogan il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha presentato stamane al Viminale il piano Scuole sicure per la prevenzione dello spaccio delle droghe davanti agli istituti scolastici del nostro paese. Augurando buon inizio di anno ai 92mila studenti di Trento e Bolzano che proprio oggi rientrano in classe, il ministro ha però ricordato che nel corso dell'ultimo anno si è assistito ad un preoccupante aumento dei reati legati agli stupefacenti del 12,5% anche se mitigati da una eguale percentuali di denunciati e arrestati per questi reati. «Mi preoccupa in particolare il fatto che si riscontri un aumento pari al 10% che riguarda i minori». 

Come funziona il progetto pilota
Il progetto pilota, ha spiegato il ministro, verrà valutati nei suoi primi risultati già nel mese di ottobre. In una prima fase riguarderà 15 città anche se, ha spiegato Salvini, «molti sindaci mi stanno chiamando per allargare 'Scuole sicure' anche ai loro territori». In questa prima fase saranno investiti 2 milioni e mezzo di euro per l'acquisto di mezzi di video-sorveglianza, per potenziare i vigili urbani e i controlli della polizia locale ma anche per campagne informative antidroga. «Sono tutti soldi ben spesi anche se riuscissimo ad allontanare un solo spacciatore da un solo ragazzino. Questo per me sarebbe un successo». 

Il ruolo di presidi e autorità locali 
Il ministro ha quindi insistito su quella che ha detto di considerare una «vera e propria emergenza e che riguarda lo scendere progressivo dell'età del primo consumo arrivato oggi a 12-13 anni cioè, di fatto, alla scuola media inferiore». Salvini ha poi rassicurato sul coinvolgimento nel progetto Scuole sicure di presidi e autorità locali. «Fuori dalle nostre scuole non ci sarà nessun rastrellamento o utilizzo di dobermann ma verrà messo in atto un intervento soft, preventivo e non punitivo ma comunque efficace». Sempre in questa prima fase sono previsti investimenti pari a 727mila euro per Roma, 344mila per la città di Milano, 243mila euro per le scuole di Napoli e 168mila per Palermo.