20 settembre 2019
Aggiornato 11:30
Genova

Genova, il giorno dei funerali tra dolore e protesta: nella notte estratti i corpi di un'intera famiglia

19 le vittime per le quali si celebrano i funerali di Stato. Le altre famiglie hanno detto no

Familiari delle vittime di Genova durante i funerali di Stato abbracciano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Familiari delle vittime di Genova durante i funerali di Stato abbracciano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ANSA

GENOVA - Nella notte i Vigili del fuoco hanno trovato sotto un grosso blocco di cemento altre 3 vittime del crollo del ponte Morandi a bordo di un’auto. Si tratta di un’intera famiglia: padre, madre e figlia di 9 anni. Sale così a 41 il numero delle vittime accertate della tragedia di Genova. Intanto, oggi è il giorno del lutto nazionale. Sono 19 le vittime per le quali si celebrano i funerali di Stato questa mattina nel Padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova. Le esequie vengono celebrate alla presenza del Presidente del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle altre massime cariche dello Stato. Presenti anche i vertici delle Autostrade, a cominciare dall’ad Giovanni Castellucci. Si temono proteste. Ad officiare le esequie, oggi, il card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, alla presenza del Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e di alcuni vescovi della Conferenza Episcopale Ligure.

Il no ai funerali di 20 famiglie
Sono soltanto 19 le vittime per le quali si celebrano i funerali solenni perché i familiari di altre 20 vittime hanno deciso di celebrarli nei rispettivi paesi di origine. Tra di esse i quattro ragazzi di Torre del Greco. Le esequie sono state celebrate ieri nella città campana dall’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe. «Non si può e non si deve morire per negligenza, irresponsabilità e burocratismo. Loro sono testimonianza viva della violenza consumata dalla mano dell’uomo che porta morte», ha detto il porporato nell’omelia.

Di Maio: «Non biasimiamo»
«Abbiamo voluto i funerali solenni, decisi nel Consiglio dei ministri, perché pensiamo che sia il minimo atto di vicinanza alle vittime, ma non posso biasimare le famiglie che hanno scelto di celebrare i funerali nel proprio comune di appartenenza, anche in dissenso con uno Stato che invece di proteggere i loro figli, ha preferito per anni favorire i poteri forti», ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio.