12 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Rai, il Pd propone il «suo» presidente: Michele Santoro

Il deputato Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, rilancia il nome del giornalista: «Perché M5s dice no?»
Michele Santoro durante la presentazione del programma Rai 'M'. Roma, 7 maggio 2018
Michele Santoro durante la presentazione del programma Rai 'M'. Roma, 7 maggio 2018 (ANSA/Vincenzo Tersigni)

ROMA - «A Salvini e Di Maio, ma anche a Conte e Tria che hanno la responsabilità amministrativa di aver indicato Foa, chiedo: perché non può essere presidente di garanzia del Cda Rai una figura come Michele Santoro?». A rilanciare la candidatura alla presidenza della Rai del gioralista è Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, che su Facebook pone una serie di domande al governo: «Perché i consiglieri indicati dal Movimento 5 stelle, e poi i commissari M5s in Vigilanza, non dovrebbero votare uno come Santoro, che rappresenta la storia della tv e della Rai, ma anche la storia dell'informazione con la schiena dritta? Perché non dovrebbe votarlo Forza Italia, dopo che la campagna elettorale del 2013, secondo molti esperti, ha avuto una svolta per Silvio Berlusconi proprio grazie al duello da Santoro con Travaglio?". 

L'appello di Anzaldi
«Con l'appoggio di M5s, Fi, Pd e Leu» prosegue Anzaldi «Santoro avrebbe i numeri per fare il presidente della Rai, garantire il pluralismo e presiedere il Cda con una professionalità e competenza che pochi in Italia possono vantare. Caro M5s, caro Di Maio: perché no? Caro Travaglio, perché non consigli questo ai tuoi amici cinque stelle? Ormai da più di dieci giorni il Cda della Rai è senza presidente e quindi ogni attività del servizio pubblico è bloccata. La colpa di questo grave danno all'azienda, pagata da quasi 2 miliardi di euro del canone dei cittadini, è di Matteo Salvini e della sua arrogante impuntatura su Marcello Foa, avallata e quindi sostenuta anche da Di Maio. Non si capisce per quale motivo Salvini abbia deciso con questa testardaggine di andare contro le regole e tentare di imporre un presidente che non può essere neanche lontanamente di garanzia (come richiede la legge), sia per le sue posizioni pubbliche sia per l'enorme conflitto di interessi di avere il figlio che lavora proprio con Salvini».

La questione Rai vista dal Pd
«Peraltro con questo suo atteggiamento» aggiunge ancora il deputato dem su un tema peraltro non di governo come la Rai che secondo tutte le sentenze della Consulta è responsabilità del Parlamento, Salvini è andato incontro alla sua prima grande sconfitta di queste settimane di governo Lega-M5s. Evidentemente la Rai rappresenta un punto debole per il leader della Lega, un punto sul quale ci sono interessi opachi e poco chiari, a partire dall'annunciata volontà di cacciare senza alcun motivo i direttori dei telegiornali. Di fronte a questo stallo, che danneggia il servizio pubblico dei cittadini e rischia addirittura di vedere l'azienda commissariata, un caso senza precedenti per la Rai, voglio aiutare la maggioranza a sanare questo vulnus: suggerirò ogni giorno il nome di una personalità che avrebbe tutte le carte in regola per fare il presidente di garanzia della Rai. Perché no?Un'iniziativa simile a quella che portai avanti nel 2014, quando il Comune di Roma con Marino sindaco rimase per settimane senza assessore alla Cultura. Un non senso per una città come Roma, esattamente come un non senso è avere la Rai ferma alla vigilia della nuova stagione televisiva, senza presidente di garanzia».