20 ottobre 2018
Aggiornato 21:19

Martina: «Salvini fa post in costume, Conte non c'è, e Di Maio...»

Il Segretario del PD: «Dal Governo nessuna idea di prospettiva per l'Italia». Colaninno: «Spread riflesso di linea economica confusa»
Maurizio Martina, Segretario del PD
Maurizio Martina, Segretario del PD (ANSA)

ROMA - «Questo è un governo che vive di ansia distruttrice, non c'è un'idea di prospettiva per l'Italia. Pensano di togliere gli 80 euro ai lavoratori per fare la controriforma fiscale a vantaggio dei più ricchi, studiano l'aumento Iva, posticipano l'obbligo dei vaccini cruciali per la salute dei bambini e di tutti contro il parere di medici, presidi, famiglie, bloccano infrastrutture strategiche per i territori, tagliano i fondi ai comuni per le periferie e l'edilizia residenziale pubblica. Senza contare il decreto disoccupazione appena diventato legge che complicherà la vita alle imprese e creerà più precarietà». Così su Facebook il Segretario Pd Maurizio Martina, che aggiunge: «Nel frattempo, post in costume da bagno in riviera da un ministro, vergognose parole sulle migrazioni in ricordo di Marcinelle dall'altro e inutili conferenze stampa del presidente che non c'è. E siamo solo ad agosto».

Colaninno: «Spread riflesso di linea economica confusa»
«Lo spread e i livelli dei rendimenti dei titoli di stato italiani devono preoccupare, e molto, il governo e la maggioranza. È il riflesso di continue e contraddittorie dichiarazioni di esponenti della maggioranza che si traducono in una linea di politica economica confusa, rischiosa e non comprensibile nel medio termine da parte degli investitori del nostro debito pubblico». Lo dichiara il deputato del Partito democratico Matteo Colaninno.
«Le promesse folli della campagna elettorale di 5 stelle e Lega - aggiunge - si traducono oggi in rischi seri per il risparmio degli italiani, in maggiori costi finanziari per le imprese, oltre che miliardi di euro già da pagare per maggiori interessi sul debito. Il Presidente del Consiglio e il Ministro Tria devono chiarire in modo netto e tempestivo prima che dai mercati arrivino decisioni e segnali ancora più gravi sull'affidabilità dell'Italia».